Io vi chiamerò sempre per nome

Un pensiero a tutti i “congiunti” ammazzati dalla mafia.

Io vi chiamerò sempre per nome e cognome e farò tesoro di ciò che avete insegnato a me, ed ai miei figli con il vostro sacrificio. Con il vostro esempio. Ciò che mi fa riflettere profondamente del comportamento in Aula del neo Presidente Conte non sono gli appunti scritti dispersi, perché siamo tutti esseri umani, questo non deve accadere, ma può accadere. Ciò che davvero mi fa pensare sono gli appunti mentali mai scritti sul nome di Piersanti Mattarella. Questo non deve accadere, e non può succedere. Perché da un lato è inammissibile che il riferimento così importante possa venire trattato con una così grande superficialità, dall’altro può insorgere il sospetto, che l’omissione non sia un caso improvvido di impreparazione, ma sia voluta.

Contro-tendenza#

Lo Sbadiglio: Pasquetta a Rigopiano contro il logorio della vita moderna

In altri tempi bastava un “Cinar” come da memoria del grande Calindri. Oggi il popolo del selfie, del pallone, del barbecue, del non so che altro, ha ben pensato di cercare emozioni nuove per questa ultima pasquetta, recandosi in gran spolvero nelle rovine di Rigopiano, l’albergo dove sono morte 32 persone. Non ho potuto ignorare questa bella notizia su Repubblica, e su qualche bacheca social. Perchè diciamolo, il turismo del macabro è una figata.

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Lo Sbadiglio speciale 25 Novembre – Non servirà a niente questa giornata se non smetteremo di processare le vittime invece dei carnefici

L’emblema dello stato di arretratezza culturale che caratterizza il rapporto fra l’uomo e la donna e quello fra vittima e carnefice in Italia sono quelle 250 domande che la difesa dei due carabinieri ha rivolto alle due ragazze americane durante l’incidente probatorio.

Oggi celebriamo la giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne, ed è importante che ci sia un segnale forte.

Ma questa celebrazione non servirà a niente. Niente. Niente se ci saranno ancora avvocati della difesa che adotteranno la linea dello screditamento della vittima per dimostrare che in qualche modo il carnefice è stato indotto e provocato.

Non servirà a niente se ogni volta le vittime saranno violentate di nuovo da chi vuole scavare nella loro anima per distruggerne l’integrità morale.

Non servirà a niente se non si cercherà viceversa di capire che cosa spinge un uomo ad abusare di una donna. Se non si va alla radice di questo problema.

Leggo dibattiti infiniti su vestiti, gonne, tacchi, orari, locali. Radiografie della potenziale provocatrice che si susseguono. Non leggo mai di stalking, ossessioni, gelosia, morbosità, possesso, aberrazione.

Non servirà a niente questa giornata se non sposteremo il baricentro del problema sui carnefici, e la loro ossessione, la loro violenza, la loro condizione umana.

Questo perché è fondamentale portare consapevolezze nuove attorno a questo fenomeno drammatico in Italia. Bisogna dare speranza nuova sulle nuove generazioni. Ho visto attenzione nelle scuole.

Ho visto che i nostri ragazzi hanno iniziato un percorso nuovo. Serve però che a tutto tondo ci sia coerenza nell’approccio al fenomeno. Educare al rispetto della donna. Partendo dalle scuole. Si

Ma anche dalle famiglie.

Usare i media e soprattutto i social media per creare questa cultura in modo da raggiungere il numero più grande di persone.

Ma soprattutto dare anche rispetto alla donna. Come? Facendo cultura prima di tutto. In qualsiasi modo. Cultura del rispetto. Cultura della libertà di espressione. Nel vestire. Nel modo di essere. Cultura di libertà di volare. Di essere libere. Far capire che amare vuol dire liberare, non possedere e incatenare.

Rispetto anche nell’aiutare le donne. Creando per esempio percorsi più facili per le denunce rafforzando le questure e i commissariati con personale specializzato. Attivare nuovi protocolli di azione e nuove deleghe che possano dare strumenti nuovi per agire sin dalle prime denunce.

Attivare la pratica del whistleblowing anche per denunciare le molestie sessuali non solo per le condotte non conformi sotto il profilo procedurale, nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche.

Insomma non mi dilungo su questo. Ci siamo capiti.

Infine penso che serva soprattuto metterci più cuore. Tutti. Lo stesso cuore che oggi mettiamo al servizio di questa giornata, serve che lo mettiamo tutti i giorni al servizio di questo problema grave.

Perché agire col cuore è ben altra cosa. Se gli avvocati della difesa di quei due carabinieri avessero agito col cuore, quelle 250 domande così distruttive della dignità delle vittime, non le avrebbero mai fatte. Ne sono certo.

Dedicato a tutte le donne.

Ed a chi ci mette il cuore.