Lo Sbadiglio – Se i nostri figli sono bulli la colpa è di noi genitori

Sicuramente qualcuno si indignerà a questa mia affermazione. Ma è così. Non cerchiamo risposte altrove. E non è certo un tema di ceto sociale, come ha scritto Serra, facendo uno scivolone nell’amaca, è un tema di rispetto. Che nasce dalla formazione genitoriale. Vorrei sapere quanto i genitori del ragazzo che ha recentemente bullizzato il suo professore, conoscano loro figlio. Quante volte sino andati a scuola a parlare con i professori, quanto siano d’esempio partecipando alla vita scolastica. Quanto si interessino alla vita del figlio, degli amici, di ciò che frequenta. Ma soprattutto, quanto senso del rispetto siano riusciti ad insegnare al proprio figlio. Perchè la sfida è tutta li. Con i figli è sempre un tema di fortuna, ma se siamo riusciti ad insegnare loro il valore del rispetto, siamo già a metà dell’opera. La scuola è tutta uguale, che sia il liceo, o l’istituto professionale. Non accetto la distinzione fatta da Serra, che evidentemente non conosce da vicino il mondo della scuola, quello attuale intendo. Di figli di papà medio borghesi annoiati, bulli e drogati è pieno il mondo. Di figli di operai, macchinisti, muratori, che si sono distinti nella loro carriera professionale, raggiungendo posizioni di livello sociale elevato, è pieno il mondo. Di figli di camorristi, ‘ndranghetisti, che hanno voluto abbandonare l’esempio dei genitori, e mettersi nella strada giusta è pieno il mondo. Quindi? Parole sbagliate quelle di Serra indubbio. Io la vedo diversamente. Essere dei genitori presenti al 100% è sempre molto difficile, stressante, stancante. Essere genitori irreprensibili, corretti, positivi e che diano un esempio di integrità sociale, di legalità e moralità, è ancora più difficile. Ma tutto parte da li. Se siamo dei pirla, forse i nostri figli non saranno dei pirla. Forse. Ma se siamo violenti in famiglia, non ci rispettiamo, forse loro saranno come noi.

Lo Sbadiglio – La scuola Far West

Succede nel Casertano, un ragazzo di 17 anni estrae un coltello e sfregia una professoressa. 32 punti di sutura. Un voto non gradito, una nota. Un ceffone. Il sangue. Sembra un film vero? Purtroppo non è così. Mi hanno colpito le parole della sorella della professoressa ferita Franca Di Blasio, insegnante anch’essa, che raccontano di un’assenza forte della famiglia nella scuola. Ha usato parole come “parcheggio” per i figli. Ed ha descritto come prima dell’istruzione venga l’educazione, e quanta fatica ormai i docenti facciano su questo fronte.

Continua a leggere Lo Sbadiglio – La scuola Far West

Lo sbadiglio della Domenica – Sono il futuro, e hanno tanti sogni

di Daniela Montano

“Sono ordinati e composti. Cuffiette sulle orecchie o cellulare tra le mani.

Alcuni parlano tra loro ma restano silenziosi e discreti. Il mio sguardo passa dall’una all’altro e mi scappa anche un sorriso: spero che oggi gli insegnanti li guardino negli occhi.

Sono il futuro e hanno tanti sogni.

Arrivo in stazione e nel sottopassaggio centinaia di ragazzi sono appena scesi dal treno.

Raggiungeranno le scuole, quasi tutte nei dintorni. Parlottano, mi superano con passo veloce. Anche loro, piuttosto composti.

E, poi,  mi sovvengono gli episodi che li vedono coinvolti o protagonisti di atti vandalici, di teppismo o di  violenza inimmaginabile: una mamma aggredita dinanzi al figlioletto solo per averne invitati alcuni a non bestemmiare; un pover’uomo, a cui è stato dato fuoco mentre dormiva nella sua auto; un coetaneo circondato e pestato per sottrargli il cellulare.

Non capisco.

Finché mi tornano in mente quei genitori che hanno rotto le costole al professore che aveva osato rimproverare il loro figlio.

E tutto mi è più chiaro.”

Ho parlato spesso di bullismo qui sul Blog. L’ultima volta ho affrontato con determinazione l’argomento visto dalla prospettiva di noi genitori nel post “Bullismo: e se il bullo fosse nostro figlio?”, ponendo diverse domande sul nostro ruolo, e sulla nostra capacità di accettare il fatto che anche nostro figlio possa essere un bullo. Scrivevo nel post: “Spesso noi genitori tendiamo a giustificare i comportamenti dei nostri figli, giustificarli di fronte alla scuola, agli amici, ma soprattutto, giustificarli di fronte a noi stessi”. Daniela Montano ha scritto le parole che oggi ospito nel blog. Parole dirette. Forti. Consapevoli. Parole che trovo perfettamente in sintonia con l’idea di un futuro migliore per i nostri ragazzi, che passi attraverso il nostro esempio, la nostra capacità di guidare i nostri figli, di essere in grado dare loro riferimenti positivi, per regalare loro il miglior posto nel mondo che possano meritare. Quella di Daniela, è una fotografia di un giorno qualunque, di un giorno di tutti noi, dove la capacità di osservare regala una riflessione profonda, che le parole di Daniela ci consegnano in tutta la loro verità, ed anche drammaticità. Uno spaccato di una scuola che non guarda più gli studenti negli occhi, perché anche i professori sono disarmati, a volte soli. Un isolamento che bisogna interrompere, per ristabilire quel patto scuola-famiglia che, nel tempo, si è disperso. Ed emerge il disagio dei ragazzi, vagabondi nelle loro incertezze, delinquenti per noia, bulli per ricerca di loro stessi. Tutto ci è più chiaro, se guardiamo loro, i nostri ragazzi, con lo sguardo dell’esempio. Del nostro esempio. Poche, immense, parole.

Grazie Daniela.

_____________________________________________________________________________________________

Daniela Montano

Di Taranto. Laureata a Bari in giurisprudenza, esercito la professione di avvocato dal 1997. Da due anni, mi sono trasferita a Cesena per amore delle mie due figlie di 14 e 12 anni. Desideravo farle vivere lontano dai fumi di una industria, l’ILVA, che ammala col sadismo di una roulette russa. Adoro la montagna (giustappunto provengo dalla città dei due mari) estiva ed invernale. Pratico il trekking. Ho la passione della scrittura in prosa e versi, perché non resisto dal raccontare i sentimenti. Ho la “debolezza” della solidarietà, dettata dal voler (dover) a tutti i costi tendere la mano a chi sopporta ingiustizie.

 

Lo Sbadiglio – Il rapporto Scuola-Famiglia latita sempre di più

Cari Genitori, dovete ritornare a scuola. Lo dico sinceramente e con cognizione di causa. E non semplicemente per prendere i vostri figli all’uscita. Dovete tornare a parlare con i professori dei vostri ragazzi. Mail, registri elettronici, chat, newsletter, siti e quant’altro hanno inondato i genitori di comunicazioni che, lentamente, hanno diradato le loro presenze ai consigli di classe, alle assemblee, ai colloqui individuali, alla vita comunitaria della scuola. Perdendo contatto con i professori, e con un patrimonio informativo che non ci possiamo permettere di non condividere. Ma soprattutto, hanno allontanato i genitori dalla vita attiva della scuola, delle sue iniziative, e delle sue esigenze. Lo dico con cognizione di causa, facendo il Presidente del Comitato dei genitori da circa due anni nel liceo di mio figlio.

Continua a leggere Lo Sbadiglio – Il rapporto Scuola-Famiglia latita sempre di più

Lo Sbadiglio – La buona scuola parte anche da noi genitori

scuolaProfessoressa presa a schiaffi da una mamma. E’ l’utimo in ordine cronologico di tanti episodi di violenza che avvengono nelle scuole. Genitori violenti ed intolleranti, ragazzini viziati e indisciplinati. Professori spesso indifesi e isolati. E’ questa la scuola che vogliamo?

Continua a leggere Lo Sbadiglio – La buona scuola parte anche da noi genitori