Oggi conta essere, non apparire

Sempre di più. Essere se stessi. Essere veri. Nella vita, sul lavoro, nel web. Apparire è sempre meno “appealing”. Lo show business ha iniziato già da tempo ad accorgersene. I cosiddetti “VIP”, ammesso che ancora ne esistano, sono sempre più raggiungibili, normali, che raccontano se stessi, le loro debolezze le loro esistenze. Veri. Ed hanno molto più riscontro. Il consenso che uccide inesorabilmente il successo. E’ un cambio di paradigma epocale. Apparire è riflesso dello specchio sociale, che spesso non riflette la verità del percepito. Quindi partire e ripartire da se stessi. Senza subire condizionamenti da quello specchio sociale. Siamo testimoni di un tempo che necessita di persone che si mettono in gioco. Che non è da tutti, e non è per tutti. Non lo è per chi non è abituato ad essere più convinto che convincente. Lo dimostrano trasmissioni come il Grande Fratello Vip che ha drammaticamente messo in evidenza come la normalità applicata a personaggi nati, cresciuti e diventati famosi nel classico percorso dello “show business” possa essere così difficile da essere resa pubblica e non “ressa” pubblica come è stata, passatemi il gioco di parole. Lo show business ed in generale i personaggi pubblici quindi sono diventati molto più raggiungibili. Più persone che personaggi. Più attenti alle cause importanti di cui sono spesso testimoni. Ma il paradigma è valido per tutti noi. Nella vita di tutti i giorni. Quell’ “essere” che diventa soprattutto esserci. Solidarietà, cause sociali, impegno civile, sono queste le grandi soddisfazioni che il nostro tempo ci regala se abbiamo voglia di spenderci. Di contribuire al miglioramento del mondo che ci circonda. Ed anche le Aziende hanno imparato ad esserci. Commercio etico, sostegno alle iniziative solidali, welfare nei confronti dei dipendenti, temi che un tempo erano lontanissimi dalla creazione del valore economico. Ecco. Oggi prevale in generale la creazione del “valore” in quanto tale. Essere vuol dire fare parte della catena del valore che ci protegge, e può creare quella rete di sostenibilità che l’economia reale non ha saputo finora costruire, per effetto dello sbilanciamento verso la creazione di valore finanziario e non economico-sociale. Essere veri e quindi costa la moneta che si chiama coerenza, e ripaga in controvalore doppio che si chiama credibilità e consenso, che spesso ripaga molto di più della moneta “finanziaria” che si chiama “successo”.

Contro-tendenza#

Lo Sbadiglio – Sanremo: caro Fiorello come te non ce n’è

Sei stato il mattatore assoluto di questa prima serata del 68° Festival di Sanremo. Il vero “Sanremo nun te temo” lo vinci tu. Caro Fiore come te non ce n’è e su questo possiamo essere tutti d’accordo. Quella strana sensazione che ci ha colto tutti quando sei entrato, che onestamente ci ha fatto sembrare che il presentatore potessi essere tu, e non lo “scaldapubblico”, come invece hai fatto. E non sei stato certo “scaldasonno” nelle tue uscite come sempre sottili ed esilaranti. Devo dire che in quanto ad energia ed adrenalina, chapeaux a Michelle Hunziker, che alla fine si è rivelata la vera conduttrice “svizzera”, precisa e puntuale, appunto. Ma tu, caro Fiore, come si usa dire “hai spakkato” il palco. E ci voleva anche il protestatore di turno ad inizio puntata, per evocare i più vicini fasti Baudiani, e per consacrarti completamente sul palco di Sanremo. Tutto in regola quindi. Cantare, suonare, improvvisare, intrattenere, condurre. Insomma meno male che Fiorello c’è. E ci lasci sempre con quella voglia di rivederti su quel palco, e penso che questa sia la tua grande forza. Sapersi dosare. Nelle apparizioni in pubblico. Grande maestro in questo è Renzo Arbore, che non ha mai sovraesposto la sua immagine, e come te, si muove fra i diversi canali fra radio e televisione. La scelta di muoverti anche e soprattutto sui social è stata secondo me vincente. Differenziare la possibilità di fruire del tuo talento, ha creato l’opportunità di scacciare le cose scontate, e mettere in luce nei diversi approcci, tutte le tue grandi qualità di intrattenitore. E dopo questa sviolinata, dovuta e non gratuita per il tuo grante talento, come tutti, ti aspettiamo ancora sul palco di Sanremo. E domani, chissà, in una vera e propria Direzione Artistica?