Abbiamo un Presidente con la P. Quella maiuscola.

Mattarella si dimostra all’altezza del ruolo e tiene ferma la barra della Responsabilità. Sarebbero serviti speleologi, non esploratori semplici per trovare, nelle caverne dell’irresponsabilità manifesta dei barlumi di buon senso istituzionale da parte del Centro Destra e del Movimento Cinque Stelle. Quelli che teoricamente hanno vinto le elezioni. Tanti i proclami, prima gli italiani, prima i cittadini, prima gli elettori. Ed invece è stato il solito teatrino della politica. Figlio di una campagna elettorale vuota e senza significato. E padre di una futura possibile campagna elettorale altrettanto priva di significato, come priva ne è la decisione di andare di nuovo al voto. Dire no in Parlamento all’unica decisione saggia presa dal Presidente durante queste consultazioni, dove ha regnato la vacatio politica totale, è fare un oltraggio alla Repubblica ed a tutti gli italiani. Andare di nuovo al voto, per i paladini della restituzione dei compensi, e far spendere agli Italiani ulteriori 400 milioni di euro, è l’ossimoro più rappresentativo della vuotezza di contenuti di un Movimento che fa fatica a riconoscersi, se si dovesse guardare allo specchio. Insistere sul passo indietro di un condannato neanche eleggibile, presente ancora nei giochi solo perché proprietario di un partito, proprio da parte di un soggetto politico a responsabilità limitata è la seconda grande contraddizione. Fingere di essere alleato di Berlusconi per le servitù prediali che la Lega ha maturato nel tempo per merito proprio del Cavaliere è la più grossa farsa grottesca di Salvini. Spero che quelli speleologi alla fine trovino quel codice segreto che sblocca le menti che stanno ignorando un momento di crisi grandissimo da loro stesse causato, nel difficile scenario di equilibri reputazionali, monetari ed economici che, a fatica erano stati ricostruiti per la nostra Nazione.

Contro-tendenza#

Contro-tendenza# : Il senso del “Noi”

Sono sempre stato un po’ Contro-tendenza#.

Quella sana ribellione al conformismo. Ed è di conformismo che vi parlo. Di anti-conformismo per l’esattezza.

Quello che oggi sta accadendo sui social, è allarmante.

Ormai la fanno da padrone i Trend Topic ed i professionisti della targetizzazione, oltre agli influencer di professione.

Oltre ai media mainstream che sono sempre più alla ricerca del “click baiting” con titoli sempre più sensazionalistici, fuorvianti ed acchiappa likes. Lascio fuori la spazzatura del web che vive di vita propria, ma che ormai abbiamo (diciamo) imparato a riconoscere.

Metto dentro il frullatore degli algoritmi, della profilazione e chi più ne ha più ne metta.

Ecco la mia iniziativa si inserisce esattamente in questo contesto. Per voler provare a contrastare questo fenomeno e cercare di ridare voce e consenso prima di tutto ai nostri contenuti autografi, fra i quali ci sono tantissime penne interessanti, emozioni, conoscenza e bellezza. Da condividere e valorizzare.

Poi alle informazioni veramente utili alla comunità, che parlino della nostra vita, delle nostre bellezze, passioni, arte, cultura, professioni, lavoro. Le cose vere della nostra vita, che oggi sono intossicate da uno stile social inquinato dalle “toxic trend” come le chiamo io.

Se siete d’accordo con questa mia visione allora potete aderire alla mia iniziativa, liberamente, dando il vostro contributo con piccole e semplici regole che ci possano contraddistinguere.

Leggete i dettagli sulla mia pagina neo nata.

È un’iniziativa per tutti noi.

Vi aspetto per tutti i chiarimenti su questo post.

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Cari amici, dopo quasi due anni di pubblicazioni più o meno giornaliere, ho deciso di interrompere il blog “Lo Sbadiglio del Mattino”.

È stata un’esperienza bellissima, con la produzione di centinaia di contenuti che hanno seguito l’evoluzione della nostra vita quotidiana.

Ho voluto sperimentare me stesso nella capacità di scrittura all’impronta, cercando di dare un punto di vista il più neutrale possibile su tanti accadimenti che ci hanno visto partecipi da giugno 2016.

Ed è stato un cammino di grande valore per me.

Ma il ritorno in termini di consenso social non è stato in linea alle mie aspettative, e lo sforzo produttivo giornaliero è significativo.

Ho anche cercato spazio in qualche testata giornalistica, ma avendo poco seguito nei vari social non ho trovato modo di poter far fare al blog il salto che avrebbe secondo me meritato.

Sicuramente un tema di contenuti che non hanno avuto la presa giusta, oltre l’infrastruttura che ho utilizzato, che di fatto crea troppi passaggi, fra pagina Fb e blog, in un mondo web che pretende contenuti fruibili direttamente. Riscontro che ho trovato molto di più quando gli stessi contenuti li ho pubblicati in chiaro qui in questa bacheca.

Ho quindi deciso di dare più spazio alla scrittura direttamente su questa pagina, e sul blog che a questo punto sarà più personale, e mi identificherà meglio.

Resterà quindi attiva la pagina Facebook de Lo Sbadiglio che conta più di 1000 contatti nella quale continuerò a condividere i miei contenuti di rimando da questa, oltre al sito, nel quale aprirò una pagina dedicata al vecchio blog in modo da avere i contenuti a disposizione.

Mi voglio dedicare principalmente all’iniziativa “Contro-tendenza#”, ed alla scrittura del libro, di cui Lo Sbadiglio sarà protagonista sicuramente

Volevo ringraziarvi personalmente tutti per il grande supporto, la condivisione, la critica costruttiva che mi avete regalato durante questa avventura, aspetti preziosi che porto con me nel cuore.

Ci vedremo quindi più spesso qui, con i miei post sulle cose della vita, sui fatti quotidiani e sui contenuti contro tendenza.

Spero in questo modo di poter essere più fruibile e di incontrare ancora tutti voi, e tutti gli amici che si vorranno unire a questo cammino, grazie anche alle vostre condivisioni.

Grazie ancora.

Roberto

Lo Sbadiglio – Che cosa vuol dire “Contro-tendenza#” la mia nuova iniziativa

E’ da qualche giorno che ho lanciato la mia nuova iniziativa che ho denominato “Contro-tendenza#” (leggi anche “Contro-tendenza: basta con le “Trending topics”) . Il logo è già esplicativo: una parola con l’hashtag alla fine. Un non-hashtag per simboleggiare proprio una rivoluzione silenziosa contro i cosiddetti “trend” che stanno drogando i nostri social, e ci trascinano nella scia del consenso fine a se stesso. Spiego meglio. La volontà è ridare forza ai contenuti di spessore, alle  notizie che contano,  sulle nostre bacheche, sulle nostre TL, e fare di nuovo un salto di paradigma.

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Lo Sbadiglio – Contro-tendenza: basta con le “trending topics”

Ormai è diventata una sfida. Contro Tendenza è d’obbligo. Sui social gli hashtag sono il pane quotidiano dell’orientamento del consenso, e questo osservo da un po di tempo sta diventando preoccupante. Su twitter specialmente, se non metti un hashtag in tendenza, difficilmente ciò che scrivi verrà diffuso. Per contro, si vive sempre di più seguendo le tendenze, per catturare consenso, likes, RT, insomma chi più ne ha più ne metta.

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Lo Sbadiglio Della Domenica – Io, Voi, ma soprattutto NOI

Le parole per me contanto ancora, insieme alle persone, e soprattutto conta la condivisione, il fare network ed il valorizzare le competenze che tutti noi abbiamo, insieme alle visioni della vita.

Come annunciato sui Social, oggi nasce all’interno del Blog una pubblicazione domenicale dal titolo

LO SBADIGLIO DELLA DOMENICA

E la novità assoluta è che i protagonisti di questa pubblicazione potete essere VOI!

L’idea è quella di fare un approfondimento sui temi che sono stati trattati nelle settimane precedenti, ma anche su argomenti che possano poi dare il via ad una serie di post nelle settimane successive.

VOI sarete quindi protagonisti con i vostri post che contengano le vostre riflessioni, le vostre idee sulle cose del mondo. Quei frammenti di vita quotidiana che sono da esplorare, e che sono alla base di questa mia iniziativa che ormai da più di un anno porto avanti giornalmente.

Come funziona?

Semplice:

  1. Iscrivetevi al Blog cliccando “Mi piace” seguendo i passi richiesti
  2. Date una scorsa se non già fatta ai post che ho pubblicato ultimamente, ma anche post più datati in questo non ci sono limiti. Come ho detto potete anche iniziare un nuovo tema da approfondire a vostra scelta.
  3. Create il vostro approfondimento, con eventualmente la scelta di un titolo e di una fotografia che vi piace
  4. Inviate il tutto alla email r.furesi@alice.it indicando nel testo anche i vostri riferimenti Social (Facebook, Twitter, Instagram, Google) in modo che possa taggare il vostro contatto e condividervi nei post che farò
  5. Per qualsiasi chiarimento o per annunciarmi in  anticipo che mi scriverete, lasciate pure un commento su questo post: provvederò a leggerli ed a rispondervi prontamente.

Sarà mia cura valutare il vostro materiale e darvi conferma della valutazione alla pubblicazione, e della data della pubblicazione stessa, secondo un calendario che redigerò in virtù delle pubblicazioni che riceverò.

Sappiate che non opererò alcun taglio ai vostri post, che verranno pubblicati integralmente, salvo eventuali suggerimenti per migliorarli laddove possa essere utile.

Sono elettrizzato all’idea di ricevere i vostri post e poterli condividere insieme in questo cammino di approfondimenti e di confronti.

Se siete arrivati sino a qui, vuol dire che siete interessati davvero, ed allora sarete i prossimi autori del post di approfondimento. Ne sono certo.

Io vi ho detto tutto, ora tocca a VOI!

Vi aspetto!!

Roberto

Lo Sbadiglio – Social è sinonimo di sociale, socializzare. Ma non è esattamente così

Facciamo una riflessione su questo? La parola “social”, o meglio Social Media è sicuramente sinonimo di socializzare, sociale, includere, condividere, considerare. Se ci riflettiamo ultimamente sui social accade esattamente il contrario: dividere, emarginare, denigrare, isolare, inimicare. Questa è la realtà dei fatti. Un ossimoro evoluto dei tempi moderni. Lo scopo aggregante dei social media è andato via via disperso per lasciar spazio a dibattiti sterili, commenti inutili e offensivi. I “Social” sono diventati i portavoce di noi stessi, sempre più individualisti: lo dimostra il fatto che Instagram ha avuto una crescita esponenziale proprio perché è diventato, con le stories, il racconto della nostra vita.

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Lo Sbadiglio – Nadia Toffa e l’odio in rete: la non-notizia che fa notizia

Nadia Toffa ha avuto un malore, ed ora sta meglio. E’ fuori pericolo di vita. E’ assistita ed ha avito un grandissimo affetto mediatico che l’ha coccolata in modo speciale, un plebiscito social di grandissimo impatto. E questa è la notizia. Poi c’è la “non” notizia: odio sul web contro Nadia Toffa. Insulti in rete bla bla bla…. . E tutti ovviamente a trasformare quindi il trend dalla vera notizia, alla non notizia. Per colpa di quattro imbecilli che sono l’aberrazione sociale dico io e non solo social, che hanno cavalcato l’onda scrivendo delle amenità indicibili. In un attimo si è perso il vero filo conduttore, ed i catturatori di click hnno vinto. Testate giornalistiche che danno eco postando foto di tweet di questi dementi che così hanno avuto il loro momento di gloria, e sono riusciti nel loro vero unico intento, diventare famosi per un attimo, prima di essere ovviamente bloccati. Tanti click, tante visualizzazioni, tante indicizzazioni, più visibilità, più soldi. questa è la triste realtà.

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Lo Sbadiglio speciale 25 Novembre – Non servirà a niente questa giornata se non smetteremo di processare le vittime invece dei carnefici

L’emblema dello stato di arretratezza culturale che caratterizza il rapporto fra l’uomo e la donna e quello fra vittima e carnefice in Italia sono quelle 250 domande che la difesa dei due carabinieri ha rivolto alle due ragazze americane durante l’incidente probatorio.

Oggi celebriamo la giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne, ed è importante che ci sia un segnale forte.

Ma questa celebrazione non servirà a niente. Niente. Niente se ci saranno ancora avvocati della difesa che adotteranno la linea dello screditamento della vittima per dimostrare che in qualche modo il carnefice è stato indotto e provocato.

Non servirà a niente se ogni volta le vittime saranno violentate di nuovo da chi vuole scavare nella loro anima per distruggerne l’integrità morale.

Non servirà a niente se non si cercherà viceversa di capire che cosa spinge un uomo ad abusare di una donna. Se non si va alla radice di questo problema.

Leggo dibattiti infiniti su vestiti, gonne, tacchi, orari, locali. Radiografie della potenziale provocatrice che si susseguono. Non leggo mai di stalking, ossessioni, gelosia, morbosità, possesso, aberrazione.

Non servirà a niente questa giornata se non sposteremo il baricentro del problema sui carnefici, e la loro ossessione, la loro violenza, la loro condizione umana.

Questo perché è fondamentale portare consapevolezze nuove attorno a questo fenomeno drammatico in Italia. Bisogna dare speranza nuova sulle nuove generazioni. Ho visto attenzione nelle scuole.

Ho visto che i nostri ragazzi hanno iniziato un percorso nuovo. Serve però che a tutto tondo ci sia coerenza nell’approccio al fenomeno. Educare al rispetto della donna. Partendo dalle scuole. Si

Ma anche dalle famiglie.

Usare i media e soprattutto i social media per creare questa cultura in modo da raggiungere il numero più grande di persone.

Ma soprattutto dare anche rispetto alla donna. Come? Facendo cultura prima di tutto. In qualsiasi modo. Cultura del rispetto. Cultura della libertà di espressione. Nel vestire. Nel modo di essere. Cultura di libertà di volare. Di essere libere. Far capire che amare vuol dire liberare, non possedere e incatenare.

Rispetto anche nell’aiutare le donne. Creando per esempio percorsi più facili per le denunce rafforzando le questure e i commissariati con personale specializzato. Attivare nuovi protocolli di azione e nuove deleghe che possano dare strumenti nuovi per agire sin dalle prime denunce.

Attivare la pratica del whistleblowing anche per denunciare le molestie sessuali non solo per le condotte non conformi sotto il profilo procedurale, nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche.

Insomma non mi dilungo su questo. Ci siamo capiti.

Infine penso che serva soprattuto metterci più cuore. Tutti. Lo stesso cuore che oggi mettiamo al servizio di questa giornata, serve che lo mettiamo tutti i giorni al servizio di questo problema grave.

Perché agire col cuore è ben altra cosa. Se gli avvocati della difesa di quei due carabinieri avessero agito col cuore, quelle 250 domande così distruttive della dignità delle vittime, non le avrebbero mai fatte. Ne sono certo.

Dedicato a tutte le donne.

Ed a chi ci mette il cuore.

Lo Sbadiglio – La Nazionale di Calcio Femminile dovrebbe essere seguita sempre non come seconda scelta

Non farò moralismo o retorica. Sia chiaro. Che sia uno sport meno seguito è palese. Lo è sempre stato. Discriminato come tanti sport femminili, fuori dai riflettori, relegato alle pagine finali dei giornali sportivi, alle reti minori, e così via. Poco amato anche dal Sig. Tavecchio, autore di commenti che forse ci siamo dimenticati, ma che erano inaccettabili, e che già dall’epoca forse dovevano far riflettere sull’opportunità che lui fosse la persona giusta nella sedia giusta. Ma che il Calcio Femminile, e la Nazionale, in corsa anch’essa per il mondiale di Francia 2019, venga citata ora – e non solo sui social – come alternativa possibile al sogno infranto da quella maschile, mi sembra davvero fuori luogo.

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