Lo Sbadiglio – Astensionismo: serve la politica dei cittadini, e per i cittadini

La più grande sconfitta della politica è l’astensionismo. Abbandono del senso civico , disamoramento, caduta di credibilità, perdita di indipendenza e di valori. Nelle recenti elezioni in Sicilia un esempio tangibile. Siamo ad un punto di non ritorno. La politica deve tornare ad essere dei cittadini, e smettere questa autoreferenzialità ormai divenuta imbarazzante. Parlare  ai cittadini con i contenuti, con programmi elettorali che si occupino di bisogni primari della gente,  condividerli con la gente.  Sfide, scontri, insulti, denigrazione, trolls, squadre di sostenitori social che lanciano dibattiti sterili, come quelli che ormai si vedono nella televisione, o si leggono sui giornali. La gente non ne può più. La gente non capisce più, e non ascolta più perché è anestetizzata dal continuo trattamento del nulla.  C’è bisogno di comprendere profondamente un momento storico che soffre problemi enormi di  integrazione,  di assenza di prospettive giovanili, di fiscalità eccessive. Il divario sociale si è allargato drammaticamente. Le soglie di povertà si sono ingrandite negli ultimi anni, basta solo andare a vedere  gli ultimi anni delle statistiche ISTAT. Bisogna cambiare passo. Perché l’astensionismo genera quel silenzio di rassegnazione che diventa assordante e pericoloso, nel quale la criminalità può rigogliare indisturbata. C’è bisogno di cambiare la prospettiva quotidiana dei cittadini, per le tante disparità sociali ed economiche divenute ormai insopportabili. C’è bisogno di politici non di gente che fa politica. Di persone prima di tutto che si occupino con serietà ed integrità morale della cosa pubblica.  E poi servono citttadini che votino, perché il voto credetemi è l’unica arma sociale che abbiamo, per cambiare lo stato delle cose. 

Lo Sbadiglio – Lettera a Renzi e Di Maio: la vera sfida è cambiare il Paese non il testo dei tweet

Ci mancava la sfida a duello su Twitter. Che conferma quanto ho scritto ieri circa il dibattito politico. Cito testualmente:

Di Maio: non è una fake news: @matteorenzi ha un accordo per spartirsi la Sicilia e l’Italia con Berlusconi. Voglio un confronto tv dopo il 5. Ci stai?

Renzi: Ok, Di Maio, accolgo la tua sfida. Mi va bene martedi 7 novembre. Decidiamo se farlo in Rai o su altra rete televisiva. Io ci sono. #AVANTI

Cari Renzi e Di Maio, la vera sfida non è sulle liste della Sicilia, o sulla legge elettorale. Ne tantomento su chi è laureato dei due, o meno. La vera sfida è sul saper cambiare questo Paese. Siamo veramente stanchi di questo modo di intendere la politica. Dell’apparenza e non della sostanza

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Lo Sbadiglio – Il dibattito politico vero ormai è defunto

politicaPendo spunto da un post del Direttore Mentana su Facebook che recita:

“Mancano quattro mesi alle elezioni nazionali e cinque giorni a quelle siciliane. L’unico terreno di confronto sembra essere: “Gli altri sono peggio di noi”. “Voi siete pieni di impresentabili”, “Voi augurate la morte agli avversari”, “Voi avete dei parenti mafiosi” “Voi siete mandanti delle stragi”, “Voi rubate”, “Voi vi fate levare le multe”, “Voi avete rovinato il paese”, “Voi non sapete governare”, “Stiamo riparando ai vostri disastri”. Come ricordo ciclicamente, nessuno avanza proposte forti sui temi veri, a cominciare dal lavoro ai giovani”

per ritornare su un tema che mi sta molto a cuore. Quello della politica. Quella vera.

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Lo Sbadiglio – Fact Checking: la sconfitta della verità

factcheckE’ possibile che oggi ogni dichiarazione fatta da persone in vista – soprattutto politici – debba essere verificata? Voi cosa ne pensate? E’ di recente necessaria (purtroppo) adozione una pratica ormai consueta che tante testate giornalistiche adottano per confrontare soprattutto dichiarazioni di politici come detto –  ma non solo – e scoprire se corrispondono o meno a verità: il FACT-CHECKING, o controllo puntuale dei fatti.  Io purtroppo vedo questa attivià come una grande sconfitta dell’etica e della deontologia umana. La morte dell’integrità personale.

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Lo Sbadiglio – Lavoro: ma i giovani?

mike stimsonLeggevo l’editoriale di Maurizio Ferrera sul Corriere, che mi ha catapultato e drammaticamente nella conferma della mia convinzione, da genitore di due ragazzi, sulla distanza che  l’Italia ancora oggi abbia nei  confronti del mondo dei giovani, dei sussidi, e delle opportunità di poter dare loro una scelta. Dati alla mano che rispetto ad altri paesi europei ci dovrebbero far vergognare. E’ davvero drammatico. E non è solo un semplice tema di “posti di lavoro”.

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Lo Sbadiglio – Ius Soli: basta teatrino della politica

iusssoliBasta teatrino. Basta giochi di palazzo. Basta sentire parlare di vittoria della destra o di sconfitta della sinistra. E soprattutto basta disinformazione. Smettiamola di produrre contenuti fuorvianti sui concetti del diritto di cittadinanza. Flussi migratori, invasione, malattie, epidemie, lavoro sottratto. Non se ne può più. E’ una vergogna. Un teatrino politico e mediatico inverecondo. E basta con i giochi legati ai numeri. Si deve approvare a maggioranza larga. Deve essere una legge bipartisan. Che ognuno faccia un esame di coscienza. Una legge che disciplini il diritto di diventare cittadini italiani è un atto di civiltà di un Paese che si reputi tale. Figli come i nostri che studiano con i nostri. Persone che vivono, lavorano, producono e sono integrate nel tessuto della nostra società, pur mantendo intatti i loro riferimenti culturali. Ed è proprio nella condivisione delle differenze che si crea il valore. Penso all’america, ed ai tanti immigrati che hanno supportato il boom digitale informatico e che oggi sono fondamentali per l’innovazione digitale. La politica deve stare al servizio del paese, non al servizio della politica. Vorrei che ogni rappresentante della politica pensasse a suo figlio, o ad un nipote, che va a scuola ed ogni giorno incontra un suo amico che sta aspettando la cittadinanza, e che facesse una riflessione sul futuro differente che potrà avere se non gli diamo un futuro da cittadino. Stessa scuola, stesse aspirazioni di nostro figlio o nostro nipote. Nato in Italia, senza che ci stia rubando niente. Allora, se non daremo un’opportunità a queste persone di diventare cittadini italiani, non saremo noi che avremo vinto nessun diritto, nessuna battaglia politica, nessuna discussione becera sui social, nessun premio per la salvaguardia della nostra sovranità, sarà l’amico si nostro figlio ad aver perso, e noi con lui. E saremo colpevoli per aver privato queste persone oltre che di un diritto legittimo, soprattutto di un futuro. Il loro futuro.

Fonte – Corriere Della Sera http://www.corriere.it/politica/17_settembre_12/ius-soli-cittadinanza-resa-pd-parlamento-c214abcc-97ee-11e7-8ca4-27e7bbee7bdd.shtml

Photo credits: Avvenire