Lo Sbadiglio – La Nazionale di Calcio Femminile dovrebbe essere seguita sempre non come seconda scelta

Non farò moralismo o retorica. Sia chiaro. Che sia uno sport meno seguito è palese. Lo è sempre stato. Discriminato come tanti sport femminili, fuori dai riflettori, relegato alle pagine finali dei giornali sportivi, alle reti minori, e così via. Poco amato anche dal Sig. Tavecchio, autore di commenti che forse ci siamo dimenticati, ma che erano inaccettabili, e che già dall’epoca forse dovevano far riflettere sull’opportunità che lui fosse la persona giusta nella sedia giusta. Ma che il Calcio Femminile, e la Nazionale, in corsa anch’essa per il mondiale di Francia 2019, venga citata ora – e non solo sui social – come alternativa possibile al sogno infranto da quella maschile, mi sembra davvero fuori luogo.

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Lo Sbadiglio – Addio ai Mondiali: in bocca al lupo Azzurri, in bocca al lupo Italia

La Nazionale è fuori da Russia 2018. Meravigliati? Io no. E’ il risultato di una gestione scellerata, e di carenza di giocatori italiani di caratura internazionale. Questa disfatta deve portare ad  un ricambio serio, definitivo di tutta la dirigenza della Nazionale, ed a far riflettere tutto il calcio italiano. Non mi basta Ventura. Deve lasciare anche Tavecchio. Sono stato criticato quando ho detto che serve ripartire dai giocatori italiani nel campionato italiano. Ed invece è prpprio così. Troppi stranieri in Italia, pochi italiani all’estero. Lo dice anche un recente sondaggio fatto dalla società di marketing Scout7 (Link) : “Una cosa molto interessante da notare è che, nonostante il numero dei giocatori Italiani in patria si sia notevolmente ridotto, il numero di essi che gioca all’estero è rimasto praticamente invariato” . Minutaggi e vivai che non creano più talenti italiani anche perchè già riforniti di ragazzi stranieri. Troppi ruoli chiave coperti da stranieri. Lo diceva anche Conte. Ed io gli do ragione. Il tema è che noi non abbiamo altrettanti italiani all’estero, nei club e nei ruoli chiave, come riportato anche nello studio citato. Non crescono in italia e non crescono all’estero. E questo è un problema. Io non vedrei nessuna contraddizione sul limite degli stranieri in campionato, se ci fosse osmosi anche da parte nostra. Se noi avessimo altrettanti italiani che giocassero all’estero in prima squadra. Io non ricordo presenze massicce di nostri giocatori nei club in giro per il mondo. Lo studuo lo conferma in maniera evidente. E questo crea la carenza di minutaggi complessiva. Per giocare in nazionale ci vuole esperienza, oltre che bravura. Ci vuole spogliatoio. Ci vuole un gruppo affiatato di giocatori di punta italiani. Ma senza presenze in prima squadra, anche all’estero intendiamoci, non si può pensare di potersi rafforzare individualmente. Le notti magiche dovranno attendere, parecchio. In bocca al lupo Azzurri, in bocca al lupo Italia