Alla fine vinceranno i valori

Alla fine vinceranno i valori. Credetemi. Quando il frastuono vuoto della propaganda cesserà, anche chi ha creduto nel cambiamento promesso dai propagandisti seriali, rivedrà le sue posizioni. Perché alla fine contano sempre i fatti. Quelli concreti. Ciò che conta oggi è su quei valori costruire un presupposto credibile di governabilità democratica. E farsi trovare pronti. Perché oggi, la polvere ed il frastuono stanno solo creando una grande opportunità. Ed è per la ricostruzione della democrazia reale un momento delicato. Serve compattezza di intenti e basi solide su cui costruire. C’è un NOI che manca oggi. Oggi c’è solo un LORO. Ed il loro non ha mai portato a niente. Vedo poca gente che si sta rimboccando le maniche. E tanta gente che aspetta la manna dal cielo di questo nuovo governo fantasma. Quel “noi” è fatto di attenzione a ciò che più conta: la vita di tutti i giorni, i problemi reali della gente, il divario sociale, le iniquità fiscali e contrattuali. Sbarcare il lunario sta diventando sempre di più la normalità ed e qui che bisogna capire meglio quali politiche economiche mettere in piedi. Ma niente si fa da solo. Serve unità. Programmazione e, soprattutto voglia di mettersi in gioco. Sostenuti dalla verità. Dai numeri. Dai fatti. Contro la becera rappresentazione sociale che ci viene proposta oggi. C’è spazio per tutti secondo me per emergere politicamente e mettersi in gioco. Senza aspettare il leader carismatico di turno. Essendo leader di noi stessi. Utopie le mie? Per niente. Segnate questo post. Ne riparleremo

Cara Federica Angeli la tua mano disarmata è il nostro coraggio

Sarà una recensione non convenzionale per il tuo libro Fede. Perché il valore di ciò che c’è scritto parla da solo.

Allora io voglio raccontare le mie emozioni, dopo averlo letto.

Semplicemente quelle.

Ricordo quando ci siamo conosciuti al premio Mario Francese. Eri emozionata. Ma felice.

Ho capito che avevo di fronte una donna speciale. Il tuo spirito di sevizio era diverso.

Il senso dello Stato che nelle tue parole hai diffuso nell’aula magna a quegli studenti presenti alla premiazione aveva qualcosa che non era comune.

Sapevo che stavi lottando per la legalità. Ma non sapevo quanto stessi soffrendo.

La gente non ha la percezione di cosa significhi essere giornalisti giornalisti. Sotto scorta.

Mario Francese lo era. Un giornalista giornalista. Ed anche tu.

Vuol dire anteporre la propria vita alla causa della verità. E dalle righe del tuo libro questo emerge totalmente.

Ti ho guardato attentamente e fotografato tanto durante la premiazione. Nei tuoi occhi c’era già la consapevolezza di ciò che avresti passato nei mesi a venire. Ma anche la tua determinazione nel ricordare cosa sia la legalità.

Cosa sia scegliere da che parte stare.

Ho pianto leggendo il tuo libro.

Ho pianto perché intimamente sei riuscita a trasmettermi la sofferenza che hai vissuto per coniugare la tua vocazione con la tua famiglia. Ho capito cosa sia amare il giornalismo, la propria professione. Ho capito cosa sia l’amore. Vero. Ce lo hai fatto capire in modo dirompente mentre ci raccontavi di te e di Massimo.

L’amore sa cosa deve fare. Ma questo non è scontato. Ed io ho capito cosa hai voluto dire nei sipari di vita vera che ci hai raccontato. Che bisogna accettarsi. E sostenersi.

Quando le cause della vita sono più importanti del noi. E quel noi è diventato più grande. È diventato NOI.

Ho pianto di felicità leggendo il tuo libro. Perché hai testimoniato che il bene esiste, e può sconfiggere il male. E questo è meraviglioso.

Non serve entrare nei particolari della tua immensa professionalità per raccontare il libro.

Penso sia sufficiente dire che tu sei il vero giornalismo d’inchiesta. Per la pazienza. La meticolosità. La tenacia. La resilienza. Ecco, se penso a questo termine, così tanto inflazionato, ed al suo vero valore intrinseco applicato alla vita, beh non posso non pensare che sia la rappresentazione unica della tua caparbietà.

Io sono stato presente a quella premiazione perché ero già noi. Quel noi. Avevo deciso di esserci. Che è ben diverso dal semplice essere. Volevo stare al fianco della famiglia Francese per testimoniare quella resilienza. Grazie per questo tuo libro.

Che ci rende tutti più consapevoli. Sopratutto in questo momento disperato dove i valori per le nuove generazioni sono vacillanti.

Tu sei un punto fermo. In cui ci si riconosce.

The sunny Side of the street, per dirla in musica. Che a te piace tanto.

Ecco io vorrei che la sofferenza che hai patito si trasformi in energia a tutti i livelli per scardinare l’omertà. La paura.

E dare ai territori di nuovo la libertà di essere vivi. I nostri territori. La nostra terra. La nostra vita.

Grazie Federica.

Io vi chiamerò sempre per nome

Un pensiero a tutti i “congiunti” ammazzati dalla mafia.

Io vi chiamerò sempre per nome e cognome e farò tesoro di ciò che avete insegnato a me, ed ai miei figli con il vostro sacrificio. Con il vostro esempio. Ciò che mi fa riflettere profondamente del comportamento in Aula del neo Presidente Conte non sono gli appunti scritti dispersi, perché siamo tutti esseri umani, questo non deve accadere, ma può accadere. Ciò che davvero mi fa pensare sono gli appunti mentali mai scritti sul nome di Piersanti Mattarella. Questo non deve accadere, e non può succedere. Perché da un lato è inammissibile che il riferimento così importante possa venire trattato con una così grande superficialità, dall’altro può insorgere il sospetto, che l’omissione non sia un caso improvvido di impreparazione, ma sia voluta.

Contro-tendenza#

Non basta ricordare. Bisogna non dimenticare

Non basta ricordare, bisogna sforzarsi di non dimenticare. Con le nostre azioni. Ogni giorno. Di legalità. Di verità. Ogni giorno contrastando il clientelismo. La corruzione. Il sopruso. Il malaffare. Osservando, denunciando. Sostenendo attivamente chi lotta contro la mafia, con i fatti, e con le parole. Procure antimafia, giornalisti sotto scorta. Bisogna dichiararsi a loro favore. Combattere ogni giorno facendo sentire a voce alta la nostra voce contro ogni forma di associazione mafiosa. Nei giornali. Nelle televisioni. Sui social. Al bar. Ogni occasione è propizia per dire NO ALLA MAFIA. Basta silenzi.

Perché è in quei nostri silenzi, che la mafia rigoglia. Allora la ricorrenza di oggi, deve essere ogni giorno. Ogni giorno ognuno di noi deve essere contro la mafia. Nei piccoli gesti quotidiani, nelle grandi azioni del lavoro, nella visione di un mondo giusto che diamo ai nostri figli.

No alla mafia va agito. Solo così la combatteremo, insieme, definitivamente.

Contro-tendenza#

Raccontiamo ai nostri figli chi era Giovanni Falcone

Oggi nasceva un grande uomo. Si chiamava Giovanni Falcone. Vorrei che tutti i genitori raccontassero oggi chi era. Era un grande magistrato. Di quelli che ci hanno fatto crescere, hanno fatto gli uomini grandi. Vorrei che ai ragazzi raccontassimo che ha combattuto la mafia. Che è stato rivoluzionario ed inarrestabile. Che ha trasformato la paura in coraggio. Il coraggio della paura. E grazie a lui abbiamo potuto capire come era organizzata “cosa nostra”. Diciamolo, oggi, nel giorno della sua nascita ai nostri figli chi era Giovanni Falcone. Le sue idee camminano nelle nostre gambe, facciamo che camminino anche nelle gambe dei nostri figli. Diamo loro un senso alla legalità, alla verità ed alla giustizia attraverso l’esempio di questi grandi uomini, unici. C’è tanto bisogno di punti di riferimento per i nostri giovani. Ecco, lui lo era, anzi, lui lo è. Perché i suoi insegnamenti, la sua rettitudine, sono presenti nella nostra vita di tutti giorni. Nella vita di chi ha scelto da che parte stare. Ed allora ai nostri figli, attraverso questi esempi, facciamo comprendere, chiaramente, da che parte stare. Giusto e sbagliato, bene e male. Diamo loro le connotazioni concrete di cosa siano. In modo che possano sbagliare, consapevolmente.

Contro-tendenza#

La mafia è una montagna di merda disse Peppino Impastato. Le sue parole oggi più vive di ieri.

Sono le parole di Peppino impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio del ’78:

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”.

Peppino che col suo paradigma della bellezza per sconfiggere le mafie ha dato una visione nuova per interpretare la lotta alla mafia. Il recupero del degrado sociale attraverso la bellezza dei luoghi, che troppo spesso vengono deturpati da un abbandono sociale e da una latenza dello Stato. E la mancanza dello Stato, il silenzio e l’abbandono sono i terreni dove le mafie possono rigogliare. Lo Stato e la società civile possono restituire la bellezza delle persone, dei luoghi e di quel tessuto sociale che inevitabilmente, per una maledetta tradizione, in alcuni dei nostri luoghi più belli si perde. Ancora però c’è troppa indifferenza, troppo silenzio verso il fenomeno mafioso, che nel tempo ha radicalmente cambiato i suoi connotati, i suoi riferimenti e le sue relazioni, insinuandosi nella vita di tutti i giorni, non solo nei luoghi di origine, ma anche nel tessuto economico e sociale di tutto il Paese. Una metastasi mafiosa che necessariamente si può e deve combattere in primis sconfiggendo l’omertà, ed anche concedendo più spazi agli organi di informazione, ed alle emittenti televisive e radiofoniche per fare programmi che possano dare voce a tante voci dimenticate, come quelle dei parenti delle vittime della mafia, ed ai racconti positivi di rinascita sociale, di recupero di dignità di tutte quelle donne e uomini che riescono, con forza e sacrificio, e soprattutto coraggio, a dire NO ALLA MAFIA.

Contro-tendenza#

Lo Sbadiglio – Emanuela Loi: la scorta non è un’entità.

A sottolineare che la scorta venisse comunemente chiamata tale senza riferimenti alle persone, è stata per prima Francesca Barra, giornalista e scrittrice che di resistenza alla mafia tanto ha dedicato della sua professione, conducendo anche un programma su Radio1 “La bellezza contro le mafie”, nella dedica proprio agli uomini e donne di scorta del suo “Premio Borsellino”, di cui è stata insignita nel 2012: “dedico questo premio, non alla scorta, perchè la scorta non è un’entità, ma agli uomini di scorta, che sono qui oggi per proteggere molti uomini, che hanno perso la vita per proteggere uomini come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e tanti altri, che hanno nomi, cognomi, storie e famiglie a casa”.

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Lo Sbadiglio – Il dibattito politico vero ormai è defunto

politicaPendo spunto da un post del Direttore Mentana su Facebook che recita:

“Mancano quattro mesi alle elezioni nazionali e cinque giorni a quelle siciliane. L’unico terreno di confronto sembra essere: “Gli altri sono peggio di noi”. “Voi siete pieni di impresentabili”, “Voi augurate la morte agli avversari”, “Voi avete dei parenti mafiosi” “Voi siete mandanti delle stragi”, “Voi rubate”, “Voi vi fate levare le multe”, “Voi avete rovinato il paese”, “Voi non sapete governare”, “Stiamo riparando ai vostri disastri”. Come ricordo ciclicamente, nessuno avanza proposte forti sui temi veri, a cominciare dal lavoro ai giovani”

per ritornare su un tema che mi sta molto a cuore. Quello della politica. Quella vera.

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Lo Sbadiglio – A Scampia apre “La Scugnizzeria” libreria per un sogno possibile

scugnizzeriaLa cultura come unica strada per togliere dalla strada. Complimenti a Rosario Esposito La Rossa ed alla associazione Voci di Scampia (Vodisca) per questa iniziativa virtuosa ed unica. La prima libreria a scampia dedicata proprio ai ragazzi, agli “scugnizzi”, e che si occuperà di “spacciare” libri, una metafora fortemente voluta proprio per esorcizzare quanto di più negativo in quelle aree si è compiuto (ed ancora ahimè si compie) nell’ambito della criminalità organizzata di stampo camorristico, soprattutto con il reclutamento dei minori. Il sogno si può avverare attraverso la cultura e l’inclusione sociale, primissimi scopi di questa iniziativa. Una rinascita possibile, roccaforte di resistenza.  Eno-libreria, ma anche teatro, ed iniziative culturali ad ampio spettro.

“La mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari”

disse Gesualdo Bufalino, scrittore e poeta italiano.

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Lo Sbadiglio – Codice Antimafia: finalmente è legge.

targaCi sono voluti 4 lunghi anni per partorire un provvedimento che finalmente fornisce ulteriori strumenti di prevenzione e contrasto alle attività mafiose. Ma ora è legge. Ed è come sempre una conquista di libertà. Tante le misure inserite in questa nuova riforma, che sposta a Roma il presidio dell’Agenzia per i Beni Confiscati. Ed il fatto stesso che in Italia venga costituita una sezione speciale sotto il coordinamento del Ministero dell’Interno, con 200 dipendenti, per gestire tutto il patrimonio confiscato al crimine organizzato, la dice lunga di quanta strada ci sia da fare per la prevenzione del fenomeno mafioso.

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