Lo Sbadiglio – Contro-tendenza: basta con le “trending topics”

Ormai è diventata una sfida. Contro Tendenza è d’obbligo. Sui social gli hashtag sono il pane quotidiano dell’orientamento del consenso, e questo osservo da un po di tempo sta diventando preoccupante. Su twitter specialmente, se non metti un hashtag in tendenza, difficilmente ciò che scrivi verrà diffuso. Per contro, si vive sempre di più seguendo le tendenze, per catturare consenso, likes, RT, insomma chi più ne ha più ne metta.

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Lo Sbadiglio – Quella volta che: l’Hashtag di Giulia Blasi che libera le donne ed imbarazza gli uomini

quellavoltacheHo apprezzato molto questa iniziativa lanciata a sostegno di Asia Argento da Giulia Blasi, scrittrice che “scrive cose e vede gente” come si definisce nel suo profilo internet, oltre ad aver condotto  “Hashtag Radio Uno” sulla Radio uno Rai. Far raccontare dalle donne tutti gli abusi subiti attraverso un #hashtag è stato dirompente. Hashtag subito virale che libera tantissime donne ed imbarazza notevolmente gli uomini che spesso non si rendono conto che alcuni comportantementi siano lesivi della dignità della persona, e che la parola “consenziente” deve essere sempre accompagnata da un’altra altrettanto fondamentale: felicemente.

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Lo Sbadiglio – Twitter raddoppia da 140 a 280 caratteri. C’è chi dice NO. Io dico SI.

twitterAGGIORNAMENTO – Come annunciato ecco il risultato del sondaggio su twitter: come vedete, i “puristi” resistono ma la voglia di allargare il numero delle parole ha raggiunto una percentuale decisamente considerevole. Nessuna vittoria stracciante dei 140 caratteritwitter1

Twitter raddoppia. Da 140 a 280 caratteri. Non per tutti per ora, solo un gruppo di “Test”. Fine di un mito che ha caratterizzato il mondo social per tutti questi anni. Fine della riceca della sintesi massima per poter esprimere i concetti nel modo migliore. Dei sinonimi e dei contrari. Di uno stile di scrittura unico ed irripetibile per comunicare. Di una vera e propria “lingua” o “codice” fatto più di Hashtag, Link, Immagini e Video per esprimere i concetti che di parole. Sarà una rivoluzione, questo è sicuro. Il dibattito è sicuramente aperto fra i “Twitteriani” fra cui ovviamente mi annovero anche io. Ci sono i “puristi” che ovviamente rinnegano questa scelta, considerandola scellerata. Un abbandono di identità forte, una via verso il fallimento. La ricerca di assomigliare piuttosto che distinguersi. Dove però distinguersi troppo non fa poi così tanto successo, come abbiamo visto nella recente esperienza di “Sararah”, nuovo instant social anonimo che è stato un vero e proprio “Flop”. E neanche “Snapchat” ha avuto così tanto mercato, surclassato dalle “Instagram Stories”, anch’esse osteggiate dai puristi di Instagram, e poi divenute un vero e proprio “Trend” , una sorta di Grande Fratello “consapevole” di tutti noi, a tratti irrinunciabile per alcuni. Cosa ne penso io? Io mi annovero fra i possibilisti e quindi sono favorevole. Trovo ci sia ancora coerenza in un’apertura ai caratteri non illimitata. Penso che dare più spazio alle parole anche su Twitter possa invogliare i reticenti, e possa allargaree la platea di utenti. Sono convinto che non si snaturi quello stile, quel “codice” anzi si rafforzi la potenza di un social “Globale” che ha potenzialità ancora inespresse. Credo anche che poter esprimere meglio i concetti, senza invenzioni lessicali o stilistiche particolari sia una via per limitare i “misunderstunding”, il cannibalismo mediatico, considerato che Twitter è divenato ormai un canale “ufficiale” di comunicazione pubblica e politica. Sono certo che come per altre innovazioni nelle piattaforme, superato il disorientamento iniziale, ci sarà apprezzamento per questa leggera inversione di rotta. Di quello che ne pensa realmente l’esercito di Twitter ne sapremo di più fra qualche giorno, a valle dell’esito di un sondaggio che ho lanciato sulla piattaforma. Stay Tuned!!

Fonte: AGI Qui articolo AGI