Lo Sbadiglio – Delitto Noemi: è sempre troppo tardi

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E’ questo che  bisogna cambiare, è questo che bisogna capire. E’ qui che si può fare la differenza, e riuscire a salvare le vittime. Anche per Noemi, come per tante altre vittime di questa tragica sorte, erano state allertate le Forze dell’Ordine, erano state richieste misure cautelative nei confronti del reo confesso, il presunto omicida fidanzato, che l’amore non sapeva evidentemente cosa fosse. Gelosia, senso di possesso, dominio, abuso, violenza, sottomissione, umiliazione. Questa era la ricetta di questo ragazzo violento, questo il suo modo di “amare” la giovane Noemi, che ci aveva avvisato del pericolo, anche sui social, postando parole chiare come “non è amore se ti fa male”, in un post struggente. E se un padre viene indagato per favorggiamento nell’occultamento di cadavere, la risposta sulle origini di quel malessere violento, forse la abbiamo già. Perchè è comunque nella famiglia che si compie la magia della formazione di un carattere, e soprattutto la correzione di un’indole, quella violenta, e le responsabilità sono tantissime. Ma niente è stato fatto comunque. I due procedimenti, uno penale per violenza e uno civile, aperti dopo le denunce della famiglia di Noemi, sono stati attivati solo dopo la scomparsa della ragazza. Ed io non ci sto. Serve cambiare mentalità. Serve arrivare prima, soprattutto quando i segnali, come nel caso di Noemi, sono chiari. E’ inutile che continuiamo a dibattere su questo. E’ questa la chiave di volta. Sia nelle grandi città, ma con particolari attenzioni ai piccoli centri, dove la conoscenza reciproca spesso induce ad essere indulgenti, ed a pensare che “quel ragazzo che conosco da sempre” non possa diventare un violento assassino. Soprattutto quando violento lo è già. Dare strumenti alle Forze dell’Ordine ed alle procure per poter intervenire con misure dedicate, modificare i codici di procedura penale per attivare pene più dure per la violenza domestica. Istituire centri di ascolto con psicologi nelle Questure e  nei Commissariati, per supportare i percorsi di denuncia, assegnando canali preferenziali e separati per le persone oggetto di violenza e vessazione. Protocolli nuovi. Servono queste misure contro la crudeltà di uomini che arrivano a compiere questi gesti. Ogni segnale deve essere valutato, mai sottovalutato, tantomeno ignorato. Se vogliamo cambiare le cose, se vogliamo salvare le persone. Veramente.

 

Fonte: La Repubblica – http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/09/13/news/lecce_16enne_scomparsa_il_fidanzato_indagato_per_omicidio-175366348/

Lo Sbadiglio – Essere o non essere Blogger, oggi. Questo è il dilemma

Corporate-Blogger-845x321E’ una domanda che mi sono posto spesso in questo anno di Sbadigli quotidiani. Perchè essere Blogger vuol dire responsabilità e professionalità. Che ho cercato in tutti modi di applicare, pur non essendo un giornalista professionista. Non essere Blogger vuol dire scrivere senza amore per chi legge. E questo, oggi, non è tollerabile. In un momento così complesso di grande confusione mediatica, dove le Fake News la fanno da padrone, le testate iniziano ad approvvigionarsi di contenuti non certificati, e spesso, sono le stesse a creare confusione, è ancora più importante capire ciò che si vuole essere quando decidiamo di scrivere contenuti di attualità e cronaca. Commentare o approfondire? Specialisti o generalisti? Partire dalle fonti e citarle o scrivere “a braccio”? Ho scelto la mia strada, che sarà quella di darvi un contributo di qualità, affiancandomi ai professionisti del giornalismo, in cui credo profondamente,  quali colonne portanti della crescita umana del nostro paese. Perchè sono fermamente convinto che sia il giornalista che il blogger che lavora con etica e responsabilità possano coesistere ed anche collaborare, nel rispetto reciproco dei ruoli, al fine di integrarsi negli approfondimenti forniti all’utente. Saranno quindi Sbadigli nuovi. Attenti. Ficcanti e puntuali, dove fornirò sempre la mia prospettiva, ma partendo sempre dalle fonti giornalistiche, per ridare alle stesse la dignità e l’importanza che meritano, unico strumento di verità che può ancora tenere in vita il giornalismo stesso. Fornendovi sempre la mia visione delle cose. Sempre con l’intento di stimolare dibattiti costruttivi, a volte distanti ma sempre leali, al fine di costruire percorsi di interpretazione che possano in qualsiasi caso regalare un arrichimento reciproco. Ed in questo, un ruolo fondamentale lo avrete voi che mi leggerete, in cui conto con i vostri commenti e condivisioni. Che aspetto con grande entusiasmo.

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