Contro-tendenza# : Il senso del “Noi”

Sono sempre stato un po’ Contro-tendenza#.

Quella sana ribellione al conformismo. Ed è di conformismo che vi parlo. Di anti-conformismo per l’esattezza.

Quello che oggi sta accadendo sui social, è allarmante.

Ormai la fanno da padrone i Trend Topic ed i professionisti della targetizzazione, oltre agli influencer di professione.

Oltre ai media mainstream che sono sempre più alla ricerca del “click baiting” con titoli sempre più sensazionalistici, fuorvianti ed acchiappa likes. Lascio fuori la spazzatura del web che vive di vita propria, ma che ormai abbiamo (diciamo) imparato a riconoscere.

Metto dentro il frullatore degli algoritmi, della profilazione e chi più ne ha più ne metta.

Ecco la mia iniziativa si inserisce esattamente in questo contesto. Per voler provare a contrastare questo fenomeno e cercare di ridare voce e consenso prima di tutto ai nostri contenuti autografi, fra i quali ci sono tantissime penne interessanti, emozioni, conoscenza e bellezza. Da condividere e valorizzare.

Poi alle informazioni veramente utili alla comunità, che parlino della nostra vita, delle nostre bellezze, passioni, arte, cultura, professioni, lavoro. Le cose vere della nostra vita, che oggi sono intossicate da uno stile social inquinato dalle “toxic trend” come le chiamo io.

Se siete d’accordo con questa mia visione allora potete aderire alla mia iniziativa, liberamente, dando il vostro contributo con piccole e semplici regole che ci possano contraddistinguere.

Leggete i dettagli sulla mia pagina neo nata.

È un’iniziativa per tutti noi.

Vi aspetto per tutti i chiarimenti su questo post.

Lo Sbadiglio: Mattarella: il web va studiato a scuola

E’ di una lungimiranza straordinaria il nostro Presidente della Repubblica. L’incontro con i creatori della Rete e youtubers fra i 18 ed i 25 anni, con una media di 700.000 followers a testa, è illuminante. Capitanati da Michele Bravi, fulgido esemprio che dal web è arrivato al palco di Sanremo. Sono loro il nuovo futuro. Anzi, sono il nuovo presente. Dal web al mondo del lavoro, con la creazione di nuovi mestieri fatti di passione. E di grande talento.

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Lo sbadiglio della Domenica – Sono il futuro, e hanno tanti sogni

di Daniela Montano

“Sono ordinati e composti. Cuffiette sulle orecchie o cellulare tra le mani.

Alcuni parlano tra loro ma restano silenziosi e discreti. Il mio sguardo passa dall’una all’altro e mi scappa anche un sorriso: spero che oggi gli insegnanti li guardino negli occhi.

Sono il futuro e hanno tanti sogni.

Arrivo in stazione e nel sottopassaggio centinaia di ragazzi sono appena scesi dal treno.

Raggiungeranno le scuole, quasi tutte nei dintorni. Parlottano, mi superano con passo veloce. Anche loro, piuttosto composti.

E, poi,  mi sovvengono gli episodi che li vedono coinvolti o protagonisti di atti vandalici, di teppismo o di  violenza inimmaginabile: una mamma aggredita dinanzi al figlioletto solo per averne invitati alcuni a non bestemmiare; un pover’uomo, a cui è stato dato fuoco mentre dormiva nella sua auto; un coetaneo circondato e pestato per sottrargli il cellulare.

Non capisco.

Finché mi tornano in mente quei genitori che hanno rotto le costole al professore che aveva osato rimproverare il loro figlio.

E tutto mi è più chiaro.”

Ho parlato spesso di bullismo qui sul Blog. L’ultima volta ho affrontato con determinazione l’argomento visto dalla prospettiva di noi genitori nel post “Bullismo: e se il bullo fosse nostro figlio?”, ponendo diverse domande sul nostro ruolo, e sulla nostra capacità di accettare il fatto che anche nostro figlio possa essere un bullo. Scrivevo nel post: “Spesso noi genitori tendiamo a giustificare i comportamenti dei nostri figli, giustificarli di fronte alla scuola, agli amici, ma soprattutto, giustificarli di fronte a noi stessi”. Daniela Montano ha scritto le parole che oggi ospito nel blog. Parole dirette. Forti. Consapevoli. Parole che trovo perfettamente in sintonia con l’idea di un futuro migliore per i nostri ragazzi, che passi attraverso il nostro esempio, la nostra capacità di guidare i nostri figli, di essere in grado dare loro riferimenti positivi, per regalare loro il miglior posto nel mondo che possano meritare. Quella di Daniela, è una fotografia di un giorno qualunque, di un giorno di tutti noi, dove la capacità di osservare regala una riflessione profonda, che le parole di Daniela ci consegnano in tutta la loro verità, ed anche drammaticità. Uno spaccato di una scuola che non guarda più gli studenti negli occhi, perché anche i professori sono disarmati, a volte soli. Un isolamento che bisogna interrompere, per ristabilire quel patto scuola-famiglia che, nel tempo, si è disperso. Ed emerge il disagio dei ragazzi, vagabondi nelle loro incertezze, delinquenti per noia, bulli per ricerca di loro stessi. Tutto ci è più chiaro, se guardiamo loro, i nostri ragazzi, con lo sguardo dell’esempio. Del nostro esempio. Poche, immense, parole.

Grazie Daniela.

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Daniela Montano

Di Taranto. Laureata a Bari in giurisprudenza, esercito la professione di avvocato dal 1997. Da due anni, mi sono trasferita a Cesena per amore delle mie due figlie di 14 e 12 anni. Desideravo farle vivere lontano dai fumi di una industria, l’ILVA, che ammala col sadismo di una roulette russa. Adoro la montagna (giustappunto provengo dalla città dei due mari) estiva ed invernale. Pratico il trekking. Ho la passione della scrittura in prosa e versi, perché non resisto dal raccontare i sentimenti. Ho la “debolezza” della solidarietà, dettata dal voler (dover) a tutti i costi tendere la mano a chi sopporta ingiustizie.

 

Lo Sbadiglio – Diritti Umani: ma oggi che valore hanno?

Si è celebrata il 10 dicembre la giornata mondiale dei Diritti Umani. Ed oggi rifletto sul valore che l’umanità stessa attribuisce ancora a questa parola: diritti. E mi chiedo il senso di una giornata celebrativa, come tante altre che ormai si susseguono nel calendario. E’ la giornata dell’ipocrisia? Per me un po’ si. Dico spesso: “è l’essere umani che ci rende esseri umani”. E’ l’essenza di umanità che ci rende razza superiore, eletta. Umana. Non è certo una giornata di celebrazione che interrompe il continuo calpestare dei nostri diritti umani in ogni parte del mondo. Guerre sanguinarie con ghettizzazione di intere etnie, razze, popolazioni. Lager di presunta accoglienza dove si vive in condizioni disumane di prigionia. Donne usurpate, calpestate e vittimizzate. Uomini schiavizzati. Bambini sottoposti a terribili oscenità, che li costringeranno a vivere nel buio per sempre.

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Lo Sbadiglio – Le incertezze di oggi ci impongono di saper guardare al dopodomani

Se ci guardiamo attorno, ci rendiamo conto di quanta incertezza ci circondi. La carenza o scomparsa di riferimenti precisi socio economici, umani, etici e morali del nostro tempo ci costringe sempre di più ad un’analisi interiore sulle nostre capacità di sopravvivenza. In questo contesto, una delle capacità che serve sviluppare è il saper guardare al dopodomani.  Una prospettiva che guardi lontano ci aiuta a saper correggere le traiettorie del nostro percorso di vita, ed adattarle alle contingenze o alle nuove esigenze che nascono. Per questo è fondamentale sviluppare una sana consapevolezza di se. Essa ci aiuta a mantenerci sempre lucidi e lungimiranti nello sguardo al futuro, con la giusta capacità di farci ispirare dalle esperienze passate, senza restarne ostaggi, ci consente di vivere appieno un presente, ricco e soddisfacente, e di saper cogliere – in anticipo – le opportunità che già da pochi segnali intravediamo. In questo, lo sviluppo di relazioni positive ed il miglioramento della nostra capacità di ascolto degli altri, è carburante per avere la sensibilità giusta che funzioni da bussola del nostro cammino. Nelle incertezze complessive dei tempi odierni, avere la direzione senza che nessuno ce la debba consigliare, ci rende prima leader di noi stessi, e poi ci aiuta ad ottenere il consenso, altro fattore chiave per lo sviluppo delle relazioni. Le sfide che ci si presentano, quindi, se affrontate con consapevolezza di se, e con la lungimiranza di uno sguardo proteso al dopodomani, saranno più facili da affrontare, e qualsiasi agente esogeno che dovesse modificare la nostra rotta, sarà gestito con armonia, determinazione e capacità. Una sorta di “resilienza” interiore che ci consenta di vivere “il” presente con intensità e maggior serenità.

Fonte: Roberto Furesi