Raccontiamo ai nostri figli chi era Giovanni Falcone

Oggi nasceva un grande uomo. Si chiamava Giovanni Falcone. Vorrei che tutti i genitori raccontassero oggi chi era. Era un grande magistrato. Di quelli che ci hanno fatto crescere, hanno fatto gli uomini grandi. Vorrei che ai ragazzi raccontassimo che ha combattuto la mafia. Che è stato rivoluzionario ed inarrestabile. Che ha trasformato la paura in coraggio. Il coraggio della paura. E grazie a lui abbiamo potuto capire come era organizzata “cosa nostra”. Diciamolo, oggi, nel giorno della sua nascita ai nostri figli chi era Giovanni Falcone. Le sue idee camminano nelle nostre gambe, facciamo che camminino anche nelle gambe dei nostri figli. Diamo loro un senso alla legalità, alla verità ed alla giustizia attraverso l’esempio di questi grandi uomini, unici. C’è tanto bisogno di punti di riferimento per i nostri giovani. Ecco, lui lo era, anzi, lui lo è. Perché i suoi insegnamenti, la sua rettitudine, sono presenti nella nostra vita di tutti giorni. Nella vita di chi ha scelto da che parte stare. Ed allora ai nostri figli, attraverso questi esempi, facciamo comprendere, chiaramente, da che parte stare. Giusto e sbagliato, bene e male. Diamo loro le connotazioni concrete di cosa siano. In modo che possano sbagliare, consapevolmente.

Contro-tendenza#

Lo Sbadiglio – Fact Checking: la sconfitta della verità

factcheckE’ possibile che oggi ogni dichiarazione fatta da persone in vista – soprattutto politici – debba essere verificata? Voi cosa ne pensate? E’ di recente necessaria (purtroppo) adozione una pratica ormai consueta che tante testate giornalistiche adottano per confrontare soprattutto dichiarazioni di politici come detto –  ma non solo – e scoprire se corrispondono o meno a verità: il FACT-CHECKING, o controllo puntuale dei fatti.  Io purtroppo vedo questa attivià come una grande sconfitta dell’etica e della deontologia umana. La morte dell’integrità personale.

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Lo Sbadiglio – Essere o non essere Blogger, oggi. Questo è il dilemma

Corporate-Blogger-845x321E’ una domanda che mi sono posto spesso in questo anno di Sbadigli quotidiani. Perchè essere Blogger vuol dire responsabilità e professionalità. Che ho cercato in tutti modi di applicare, pur non essendo un giornalista professionista. Non essere Blogger vuol dire scrivere senza amore per chi legge. E questo, oggi, non è tollerabile. In un momento così complesso di grande confusione mediatica, dove le Fake News la fanno da padrone, le testate iniziano ad approvvigionarsi di contenuti non certificati, e spesso, sono le stesse a creare confusione, è ancora più importante capire ciò che si vuole essere quando decidiamo di scrivere contenuti di attualità e cronaca. Commentare o approfondire? Specialisti o generalisti? Partire dalle fonti e citarle o scrivere “a braccio”? Ho scelto la mia strada, che sarà quella di darvi un contributo di qualità, affiancandomi ai professionisti del giornalismo, in cui credo profondamente,  quali colonne portanti della crescita umana del nostro paese. Perchè sono fermamente convinto che sia il giornalista che il blogger che lavora con etica e responsabilità possano coesistere ed anche collaborare, nel rispetto reciproco dei ruoli, al fine di integrarsi negli approfondimenti forniti all’utente. Saranno quindi Sbadigli nuovi. Attenti. Ficcanti e puntuali, dove fornirò sempre la mia prospettiva, ma partendo sempre dalle fonti giornalistiche, per ridare alle stesse la dignità e l’importanza che meritano, unico strumento di verità che può ancora tenere in vita il giornalismo stesso. Fornendovi sempre la mia visione delle cose. Sempre con l’intento di stimolare dibattiti costruttivi, a volte distanti ma sempre leali, al fine di costruire percorsi di interpretazione che possano in qualsiasi caso regalare un arrichimento reciproco. Ed in questo, un ruolo fondamentale lo avrete voi che mi leggerete, in cui conto con i vostri commenti e condivisioni. Che aspetto con grande entusiasmo.

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