Il concerto del Primo Maggio è morto. Ma i sindacati dove sono?

Il Concerto del Primo Maggio perde sempre di più il suo significato.

Ieri una manifestazione musicale sbiadita, scollata, quasi senza senso.

Non entro nel merito degli artisti invitati.

E neanche della conduzione.

Penso di più ai messaggi chiave che la stessa vorrebbe avere ancora l’auspicio di trasmettere.

Penso ai sindacati, che continuano a ricoprire un ruolo sempre più marginale nel dibattito politico ed economico di questo Paese.

Ma i sindacati ieri dove erano? A parte le sigle nel logo del concerto?

La storia del lavoro in Italia va completamente riscritta. E proprio i Sindacati dovrebbero essere coloro che si fanno parte diligente per farlo. Non bastano due proclami sulla sicurezza sul lavoro per lavarsi la coscienza. Serve ripartire dai fondamentali. Uscire dall’auto-referenzialità e ricominciare ad occuparsi concretamente del lavoro. Aprire tavoli di concertazione per rivedere tutti i contratti di lavoro. Quelli degli artigiani. Quelli del cinema. Dedicarsi molto di più alle partite IVA. Lavorare per una legge fallimentare capestro per start-up. Questo serve. Ma ieri, di tutto questo si è visto poco. Per me è stato più uno “sconcerto” che un “concerto” del primo maggio.

Contro-tendenza#