Loro 1e 2 di Paolo Sorrentino – Recensione

Se qualcuno pensa che Loro nelle due versioni abbia sdoganato Berlusconi, beh si sbaglia di grosso. Berlusconi si è sdoganato abbondantemente da solo.

Sorrentino è riuscito a rendere vivide le ambiguità che hanno caratterizzato l’ascesa imprenditoriale e politica di una delle figure più controverse della storia italiana.

E lo ha fatto con classe. Attraverso una narrazione diretta, forte, vera, senza filtri.

Ha rappresentato la perversione sociale di un mondo parallelo che ha condizionato la vita di milioni di italiani, attraverso un sogno irrealizzabile per tanti, ed una effimera realtà per pochi.

Con una sceneggiatura meticolosa, ed una parodia ineccepibile che del pensiero laterale ha fatto il suo cavallo di battaglia, Sorrentino ha realizzato -al pari del premio Oscar La Grande Bellezza – un film surreale-reale. Un’antitesi-tesi sconvolgente, che a tratti porta pulsioni di rigetto di una verità che colpisce profondamente lo spettatore, che si proietta in quel periodo storico con un approccio cittadino, elettore, sostenitore e genitore.

I personaggi sono modellati con la maestria di un filo conduttore che si rivela più nelle cose immaginate che dette, fra gli sguardi e le metafore di Felliniana memoria, unite a quelle più recenti di Martin Scorsese in “The wolf of Wall Street”.

Una formidabile interpretazione di Tony Servillo, maestoso nella caratterizzazione Berlusconiana, insieme alla recitazione vera ed autentica di Elena Sofia Ricci, teatrante e teatrale al punto giusto. Il carrozzone, per citare la metafora antica di Renato Zero è vivo e vegeto, e si snoda nella storia di figure minori, come quella di Scamarcio, che cercano un loro posto nel mondo, insieme alla bellissima e bravissima Kasia Smutniak, in una versione irresistibilmente affascinante e voluttuosa, perfetta e centrata per il ruolo.

Loro è verità-finzione allo stato puro. Sorrentino non si smentisce e conferma la sua attitudine di sognatore-realista, di burattinaio dei valori e contro-valori olisticamente intersecati e dosati.

Sorrentino in questo film non sdogana Berlusconi, ma mette sicuramente a nudo Silvio. E questa è la genialità complessiva di quest’opera.

Un difetto? Andava proiettata in un solo tempo. Per non perdere il mood.

Lo Sbadiglio – Cinevasioni premia Carlo Delle Piane: 104 film e tanta voglia di recitare ancora

cinevasioniCinevasioni è un festival molto originale e premia un attore che lo è altrettanto. Pilastro del cinema italiano. Eclettico ed ispirato, come nel suo ultimo film “Chi Salverà Le Rose”, diretto da Cesare Furesi. Nella sala teatro della Casa Circondariale “Dozza” di Bologna, si è svolta la seconda edizione di un festival che fra gli altri vede protagonisti un gruppo di detenuti, orientati al mezzo espressivo. Un bellissimo esempio di valorizzazione del percorso di recupero detentivo, in un contesto culturale di spessore. Valori in campo che segnano la differenza. Nell’ultimo film di Delle Piane, “Chi Salverà le rose”, proiettato al Festival, un piccolo capolavoro, a Delle Piane si sono affiancati Lando Buzzanca, Caterina Murino, Philippe Leroy, Eleonora Vallone, Massimiliano Buzzanca ed i giovani promettenti attori Guenda Goria ed Antonio Careddu. Il Film, incentrato sull’amore universale, profondo,  di due anziani gay, ha visto Delle Piane dare il meglio di se, nonostante l’età avanzata, regalando al film stesso momenti di grande professionalità, teatralità e profonda espressività. Un premio meritato, la “Farfalla di ferro”, che alla consegna ha visto una vera e propria ovazione, in una sala commossa, insieme all’attore. Questa di Cinevasioni è un’iniziativa che riempie il cuore, in un panorama dove il cinema incontra sempre più difficoltà di diffusione. Piccoli festival che danno ancora grande speranza al Cinema Italiano.

Fonte La Stampa

Trailer del film Chi salverà le rose