Ciao Gigi. Grazie. A nome dello sport del Calcio.

Oggi c’è un Campione con la C maiuscola che lascia il calcio. Uno degli ultimi Campioni veri del calcio italiano. Si chiama Gianluigi Buffon. È un portiere. Come lo sono stato io. E dopo Dino Zoff, lui per me è stato per lo sport del Calcio, il mio idolo. E non me ne frega niente delle vostre detrazioni moralistiche su “ chi è veramente”. Delle vostre accuse sulla sua vita privata,sui suoi affari, sulle sue reazioni di fronte alla sconfitta in Champions League. Gianluigi è un campione vero. Di quelli che si contano sulle dita di due mani al massimo. Oggi. Lascia un’eredità valoriale per chi capisce di calcio, di spogliatoio, di esempio sportivo come poche. Allora voglio salutarlo con un grande inchino, come di fronte al più grande spettacolo della vita sportiva. Perché lo sport è diverso dal circo del calcio. Quello è il vero problema. Ma lo sport del calcio si incarna in uno sportivo vero come Gianluigi. Uno dei portieri più grandi di tutti i tempi. Per capacità. Per intuito. Per direzione della difesa. Per senso dello spogliatoio. Uno sportivo che ha fatto la differenza. E fare la differenza, non è per tutti. In ogni ambito della propria vita. Onore a Buffon. Onore al calcio. Quello giocato, vissuto, permeato nel DNA. Qiello che ti fa incazzare come un bufalo, dove ci metti tutto il cuore. E dove c’è il cuore, c’è tutta la vita. Quella vera.

Contro-tendenza#

Lo Sbadiglio – Per la scomparsa di Davide Astori anche lo show si ferma

C’è un cuore che smette di battere a 31 anni, in una stanza di albergo. E’ un cuore sportivo. Si spegne in una stanza di tante stanze vissute durante una trasferta qualsiasi. E’ inaccettabile che questo possa succedere. Ma è successo. Davide era nel pieno delle sue forze, e della sua vita, ma non ce l’ha fatta. Arresto cardiaco. La notizia. Ma si saprà dopo l’autopsia se ci sono altre cause. Amato da tantissimi, una persona seria, oltre che un grande calciatore.  Il Capitano della Fiorentina, che ha militato nel mio amato Cagliari. C’è un gesto non banale, non comune oggi per lo show business, per il paradigma del “the show must go on”, che nel fragore del dopo elezioni, forse non ha avuto il giusto risalto: il calcio si è fermato.

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Lo Sbadiglio – La Nazionale di Calcio Femminile dovrebbe essere seguita sempre non come seconda scelta

Non farò moralismo o retorica. Sia chiaro. Che sia uno sport meno seguito è palese. Lo è sempre stato. Discriminato come tanti sport femminili, fuori dai riflettori, relegato alle pagine finali dei giornali sportivi, alle reti minori, e così via. Poco amato anche dal Sig. Tavecchio, autore di commenti che forse ci siamo dimenticati, ma che erano inaccettabili, e che già dall’epoca forse dovevano far riflettere sull’opportunità che lui fosse la persona giusta nella sedia giusta. Ma che il Calcio Femminile, e la Nazionale, in corsa anch’essa per il mondiale di Francia 2019, venga citata ora – e non solo sui social – come alternativa possibile al sogno infranto da quella maschile, mi sembra davvero fuori luogo.

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Lo Sbadiglio – Addio ai Mondiali: in bocca al lupo Azzurri, in bocca al lupo Italia

La Nazionale è fuori da Russia 2018. Meravigliati? Io no. E’ il risultato di una gestione scellerata, e di carenza di giocatori italiani di caratura internazionale. Questa disfatta deve portare ad  un ricambio serio, definitivo di tutta la dirigenza della Nazionale, ed a far riflettere tutto il calcio italiano. Non mi basta Ventura. Deve lasciare anche Tavecchio. Sono stato criticato quando ho detto che serve ripartire dai giocatori italiani nel campionato italiano. Ed invece è prpprio così. Troppi stranieri in Italia, pochi italiani all’estero. Lo dice anche un recente sondaggio fatto dalla società di marketing Scout7 (Link) : “Una cosa molto interessante da notare è che, nonostante il numero dei giocatori Italiani in patria si sia notevolmente ridotto, il numero di essi che gioca all’estero è rimasto praticamente invariato” . Minutaggi e vivai che non creano più talenti italiani anche perchè già riforniti di ragazzi stranieri. Troppi ruoli chiave coperti da stranieri. Lo diceva anche Conte. Ed io gli do ragione. Il tema è che noi non abbiamo altrettanti italiani all’estero, nei club e nei ruoli chiave, come riportato anche nello studio citato. Non crescono in italia e non crescono all’estero. E questo è un problema. Io non vedrei nessuna contraddizione sul limite degli stranieri in campionato, se ci fosse osmosi anche da parte nostra. Se noi avessimo altrettanti italiani che giocassero all’estero in prima squadra. Io non ricordo presenze massicce di nostri giocatori nei club in giro per il mondo. Lo studuo lo conferma in maniera evidente. E questo crea la carenza di minutaggi complessiva. Per giocare in nazionale ci vuole esperienza, oltre che bravura. Ci vuole spogliatoio. Ci vuole un gruppo affiatato di giocatori di punta italiani. Ma senza presenze in prima squadra, anche all’estero intendiamoci, non si può pensare di potersi rafforzare individualmente. Le notti magiche dovranno attendere, parecchio. In bocca al lupo Azzurri, in bocca al lupo Italia

Lo Sbadiglio – Curva Sud: Anna Frank simbolo della speranza. Ma lo sport dove è finito?

homelessQuesti gli striscioni che vorrei vedere negli stadi. Quelli dello sport e della solidarietà. Basta con questi attcchi antisemiti spacciati per “goliardia”. Troppo spesso viene usata come giustificativo per le apologie del fascismo, nazismo e antisemitismo. Anna Frank è stata simbolo dei sogni, del riscatto e della speranza, morta di Nazifascismo, ed è nei cuori di tanti ragazzi. Lo sport deve incarnare altri valori. Ne parlo spesso. Scommesse, violenza, business esagerati, insieme a modelli e stili di vita discutibili. Attorno al calcio si è creata ormai un’industria che poco rappresenta i valori più alti dello sport vero. Almeno in quello di serie A.

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