Il Governo della claque e del social entertainment

Sono momenti difficili per ciò che accade nel nostro Governo. Un esecutivo che esegue poco e parla molto. Che opera un “social entertainment” meticoloso.

Dove un Portavoce del Primo Ministro chiede ai giornali di sottolineare gli applausi ed i fischi al funerale di Stato. Fischi e applausi palesemente organizzati in forma di claque. E dove ormai il giornalismo è disperso,  perchè a quel portavoce, Rocco Casalino, i giornali danno voce, e credito, spesso incondizionato.

Siamo di fronte ad una comunicazione spregiudicata e fuori controllo operata da esponenti del Governo con dichiarazioni su Autostrade, titoli quotati, relativamente a possibili rescissioni di concessioni, che ovviamente fanno andare giù a picco i relativi titoli. Operazione che spero trovi subito una indagine Consob al fine di accertare che non vi siano state speculazioni a fronte delle dichiarazioni stesse, nell’ambito del Market Abuse.

A questo si aggiunge la tragedia del mare, dove una nave della Guardia Costiera Italiana non viene autorizzata ad attraccare in un porto italiano per giorni, salvo poi concedere l’autorizzazione e vantarsi, a cura del Ministro Toninelli, dei valorosi uomini della Guardia Costiera, che sono valorosi davvero, come tutti gli uomini che salvano vite, ma che poveretti sono dovuti restare in mare per giorni, per colpa di decisioni scellerate.

E poi succede che il Ministro dell’Interno, a valle del funerale di Stato per le vittime della tragedia di Genova, si conceda ad un selfie con una ragazza, e si giustifichi, sue testuali parole alla conduttrice di Agorà estate:

“Se alla fine di una funzione di due ore una ragazza, che per quello che posso sapere io può essere una parente, una figlia, una sorella, una nipote di uno dei morti, dei feriti, degli sfollati mi chiede: ‘ministro, per cortesia, posso farle una foto?’ Lei l’avrebbe allontanata in malo modo o in maniera composta le avrebbe dedicato due secondi, visto che magari in quella strage aveva perso un pezzo di vita, rispondendo educatamente alla richiesta che le veniva fatta?”.

Ecco, per esempio io al Ministro Salvini direi che forse, educare è importante, ed a quella ragazza andava sottolineato che non era consono fare selfie in quella circostanza, per rispetto delle vittime.

Ed assistiamo al ritorno del negazionismo. Il negare l’evidenza da parte di chi sostiene questo governo. Negare ostinatamente l’evidenza degli scivoloni degli esponenti, per non ammettere forse, di aver sbagliato nelle valutazioni, soprattutto per coloro che hanno cambiato casacca.

Fra poco credetemi, nascerà il nuovo partito che vincerà le prossime elezioni: il partito dei delusi. Formato da coloro che si saranno resi conto che le ideologie democratiche contano, che “ho votato xxx perché volevo provare a cambiare” è stata una scelta sbagliata. Le ideologie non si cambiano. Si cambiano le strategie per raggiungere gli obiettivi che quelle ideologie rappresentano. Perché “il bene degli italiani” si fa con i valori solidi della democrazia.

Perchè oggi conta più la visibilità social che riferire in Parlamento. La partita è qui. Una costante campagna elettorale. Perchè il dibattito politico alla caccia di consenso si svolge a colpi di like. E’ un social entertainment che sta completamente destabilizzando il dibattito politico, e le opinioni della gente.

Ed il primo mestierante scafato in questo senso è proprio Salvini, ed il suo algoritmo creato insieme a Luca Morisi, il suo “Spin Doctor”, laureato in filosofia, come ci dice appunto Maura Gancitano di TLON in questo contributo video che vi invito a vedere:

Contro l’algoritmo Salvini, macchina social bestiale, bisogna produrre quindi contenuti veri, di qualità ed inoppugnabili che aprano le menti di chi crede che la sua sia la politica giusta, quella per il paese.

Ma la politica giusta non è “per” gli italiani, costruita su misura a colpi di parole legate ad algoritmi social che restituiscono alla gente quello che si vuole sentire dire, sulla scia del “sentiment” misurato analiticamente da Big Data Analytics, la politica giusta è quella “degli” italiani. Costruita sulla base delle vere esigenze. E  non chirurgicamente sulla “pancia” della gente, sofisticando e costruendo algoritmi in grado di pilotare il consenso. La politica va creata, sui programmi elettorali, e soprattutto va dibattuta in Parlamento, cosa che non sta accadendo regolarmente, per effetto di quel “social entertainment” di cui ho accennato in precedenza.  

Ce la faremo? Riusciremo a non farci distrarre da questi meccanismi diabolici?

Sono convinto di sì, se tutti insieme, quelli che credono nella democrazia e nei diritti, ma anche nei doveri, opereranno una selezione attenta di cosa postano, ripostano, condividono, ad evitare la propaganda indiretta e l’offuscamento di qualsiasi altra notizia che non riguardi nel bene o nel male Salvini o la propaganda degli esponenti di questo Governo che vive sui social.

Ce la faremo se saremo selettivi, approfondendo le dichiarazioni, non fermandoci ai titoloni dei giornali faziosi di parte, ai post di coloro che abboccano alle fake news, e cercando sempre la verità.

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