Cari giovani, il lavoro dà dignità. Qualsiasi lavoro. Onesto s’intende.

Oggi c’è molta retorica sul tema del lavoro. Ma non dobbiamo dimenticarci che il lavoro dà dignità. Qualunque esso sia. Onesto s’intende. Allora oggi voglio parlare ai giovani. Ai nostri giovani. Non scoraggiatevi. Non demordete. Il grande problema oggi in Italia è che proprio voi giovani avete difficoltà a trovarlo. Ma c’è anche un problema di fondo. Purtroppo voi giovani fate difficoltà ad accettare lavori umili e meno pagati. E soprattutto non avete attitudine ad imparare i mestieri. Se non per tramandata arte genitoriale. Ed anche qui raramente. I mestieri e le arti che hanno fatto grande la nostra Italia. Non siete inclini ad andare alle scuole professionali. Preferite i licei. Anche perché noi genitori, spesso, vi vorremmo dottori, scienziati, manager e chissà cos’altro. E qui l’altro lato del problema. Ma le scuole professionali insegnano i mestieri. Ed i mestieri aiutano a sopravvivere. Ma se il mercato poi recluta stranieri per questo tipo di lavori, qualche domanda dobbiamo anche porcela. Il mercato del lavoro in Italia è oggettivamente un problema per effetto del tema pensionistico, che ingessa il turnover, ed anche per la scontatezza dei posti di lavoro, che portano spesso ad avere dei lavativi che non possono essere licenziati, per le grandi tutele che il vecchio contratto legato all’articolo 18 presenta. A questo si aggiunge la grave cultura del fallimento. E la giurisprudenza italiana che lo condanna in modo esasperato. Mentre oggi, nel mondo delle start -up, fallire dovrebbe essere normale, se si sperimentano nuove iniziative. Io personalmente andrei in pensione anche domani, o mi tasserei un giorno al mese per dare spazio a voi. Ma non lo posso fare. Da una parter lo Stato non me lo permette, dall’altra anche per noi adulti, la vita è cambiata. Ed il rischio di restare senza lavoro non per aspetti di pensione, ma per congiuntura economica è alto, di fronte ad impegni economici importanti ancora da sostenere. Non ho risposte. Ma consigli. E se dovessi darvi dei consigli, vi direi di provare sempre a lavorare. Di cercare la vostra strada ma di accettare anche lavori meno qualificati. Ma che inizino comunque ad inserirvi nel mondo del lavoro. Perché il lavoro vi fa crescere comunque. Qualsiasi esso sia. E vi consente di sostentarvi. Apprendete le competenze tecniche. Anche informatiche. Oggi fondamentali in questa rivoluzione digitale. Saper scrivere codice oggi è importante come saper coltivare un orto di ieri. Saper capire di materiali, oggi con le stampanti 3D potrebbe diventare un nuovo mestiere. Le scuole professionali ed artistiche insegnano anche questo. Certo, la laurea è importante. Ma oggi, credetemi, specializzarsi già da subito con competenze personali nei diversi ambiti della manifattura, dell’elettronica, dell’informatica, lo è altrettanto. I mestieri di questo tipo sono molto richiesti. Ed un ultima cosa: imparate l’inglese. Da soli. Col computer. Se avete possibilità andate fuori all’estero per impratichirvi. Imparatelo perché vi apre un mondo. Ultima cosa: non è necessario sempre andar via dalla propria terra. Oggi tantissime cose si possono imparare via web, e crearsi una professione, o aprire una start-up nel territorio dove siete nati è importante, per quel territorio stesso. Che voi conoscete. Di cui sapete i bisogni, e potete sfruttarli. Credeteci. E credete in voi stessi prima di tutto. È importante.

Contro-tendenza#

Un pensiero su “Cari giovani, il lavoro dà dignità. Qualsiasi lavoro. Onesto s’intende.

  1. Alcuni giovani, e sottolineo alcuni, non vogliono alzarsi alle 6 di mattina ( perche la notte la passano su internet o ai videogiochi), non vogliono lavorare nel weekend ( perchè hanno il moto gp o le partite da guardare)….E molte azie de, e sottolineo molte, pre dono solo giovani da cui pretendono persino esperienza e puntualità. Ho visto ragazzi arrivare persino con un’ora di ritardo a lavoro, fumare canne in pausa e farsi i loro porci comodi a scapito di chi, più adulto e sensato, si sbatte dalla mattina alla sera per non perdere il posto di lavoro perchè ha famiglia. Invece alcuni giovani son proprio strafottenti e se durano una settimana già è tanto. Poi però vogliono il macchinone e la moto e tutto senza faticare. Li hanno abituati così i genitori? Forse. Comunque le aziende in quanto a sekezione del personale, qui in Italia, fanno proprio pena.

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