Lo Sbadiglio della Domenica – La Geografia che non avrei voluto imparare

di Giovanni Bertolini.

Appeso al muro della scuola elementare ricordo la carta geografica dell’Europa e Paesi del Mediterraneo. Per quello studente col grembiule nero e colletto bianco, la Siria era una Nazione con due città: Aleppo e Damasco.

Fin da piccolo mi appassionano i mondi lontani. Tuffarsi nell’Atlante Geografico DeAgostini cercando i nomi delle piccole città, consumare ogni pagina di quella carta spessa e colorata era per me un modo di viaggiare con la fantasia.siria1

Negli anni ’80 fu anche l’epoca di raggiungere virtualmente quei luoghi, seppur solo con la voce, con l’ausilio delle onde radio. In alcune occasioni avevi la sensazione di essere al centro degli eventi, consapevole che di lì a qualche anno avresti letto la narrazione storica di quanto stava accadendo.

Ricordo l’Alto Volta diventato Burkina Faso, lo Zaire oggi Repubblica Democratica del Congo. Un “ponte radio” tra un tecnico italiano a Bardera in Somalia e la sua famiglia in Italia. I contatti si erano persi da settimane.

Un registratore e un telefono fecero il miracolo.

Infine quel 9 Novembre 1989 fu l’apice di una serie di eventi. Negli anni precedenti la percezione che qualcosa nel cuore dell’Europa stava cambiando era elevata.

Burgas, Voronez erano nomi che sentivi quotidianamente. Ti accorgevi che la cortina di ferro, prima ancora di cadere, era già stata oltrepassata dalle onde radio. Ti sentivi come Italo Svevo agli inizi del ‘900 proiettato in quella Trieste mitteleuropea.

Venne poi il tempo degli studi universitari, quello dove incontri gente da tutto il mondo.

Alla sera, seduti intorno ad un tavolo, ti ritrovi a confronto con tutto il Mediterraneo. All’improvviso, quel mare immenso è come si fosse ridotto ad una pozzanghera di un metro quadrato.

Li incontri fisicamente, conosci il compagno di corso universitario, libanese cristiano maronita, che per raggiungere la famiglia, rischia la vita cercando di raggiungere Beirut Est (zona cristiana) ma l’aeroporto si trova a Beirut Ovest (zona musulmana).

Scopri allora che i confini in geografia non sono un disegno statico, una divisione territoriale, retta da regole precise. Sono flessibili, a volte solo un’opinione, a volte una religione.

Per i confini si fanno le guerre, ma mi sono sempre rifiutato di credere che per un metro di terra si potesse versare sangue. Allora mi sono messo alla ricerca delle motivazioni che possono spingere l’uomo a derogare una legge fondamentale, quella di non uccidere.

confini

Scopri che la Siria non è solo Aleppo e Damasco. Ci sono altre città i cui nomi avrei preferito non conoscere: Afrin, Deir-el-Zor, Madaya, Yarmouk, Homs, Raqqa, Palmyra, Idlib, Kobane, Ghouta.

La cattiveria da una parte e l’indifferenza dall’altra ti fanno conoscere realtà lontane. Città ridotte alla fame, non per carestia ma per volontà dell’uomo. Gente costretta a nutrirsi di radici e carcasse di animali. Infine la soluzione finale: i bombardamenti.

La guerra è di per sé incomprensibile, tomba della ragione. Quando però a farne le spese sono civili, in città sotto assedio, quando a morire sotto le bombe a barile, quando vengono utilizzate armi chimiche anche contro civili, bambini compresi, quella non è più guerra, quello è genocidio.

Il giurista polacco Lemkin definisce genocidio

“gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”

E’ successo nel cuore dell’Europa e non sapevamo, è successo nella ex-Jugoslavia e ci siamo girati dall’altra parte.

In Siria succede la stessa cosa e il mondo sta a guardare. A Ghouta sta morendo l’umanità, non voltiamo lo sguardo ancora una volta.

In tutta sincerità, vorrei non aver imparato la geografia di questi ultimi anni. 

Giovanni.

_____________________________________________________________________________________________

Sono Giovanni “Vanni” Bertolini, laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino nello scorso millennio. Vivo in provincia di Vercelli. Professionalmente digitale, analogico appena posso. Amo il confronto e odio lo scontro. Agisco rivolgendomi “a tutti gli uomini di buona volontà”. Osservo il mondo non limitandomi alla visione dall’oblò. Forse per questo mi annoio raramente. Sposato con Anna, condivido con lei il nostro progetto di vita al quale cerchiamo di trasmettere valori più che nozioni. Convinti che ogni bambino debba avere il diritto di vivere e crescere; il futuro comincia da qui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...