Lo Sbadiglio – Tutti pazzi per Sanremo

Alla fine Sanremo è Sanremo. Aveva centrato lo slogan il buon Pippo Baudo, portando con se la sigla che Pippo Caruso e Sergio Bardotti realizzarono nel 1995. Tutti a Sanremo, Vip, opinionisti, giornalisti, critici, non critici, gente comune, insieme ai più attuali Blogger, Youtuber e chi più ne ha più ne metta. Tutti. E mai come quest’anno il festival più amato dagli italiani (e non solo) arriva ad interrompere un momento drammatico di campagna elettorale fra le più brutte degli ultimi anni. Finalmente lievità. Almeno canteremo dico io. E non sentiremo il vuoto pneumatico di un certo tipo di politica priva di contenuti. E come ogni anno, questo il 68esimo, giù critiche. Ma ci sta. Si vive un mese da sogno come direbbe il buon “Crozza-Briatore”: è tutto un sogno, vestiti da sogno, alberghi da sogno (insomma…). Ma saranno anche le canzoni da sogno? Come ogni anno il direttore artistico, quest’anno Baglioni, ha le sue gatte da pelare: perchè le canzoni degli ultimi anni, salvo qualche eccezione, non tengono la classifica. Non restano. Sembrano troppo costruite per la kermesse. Spero quest’anno di essere smentito, ovviamente a vantaggio della bellezza. Cinque giorni, una maratona come ormai da qualche anno, che raccoglierà come sempre un botto di ascolti. Che inizia con una Hunziker, scheggia impazzita al brindisi di apertura. Irruenza ed ecletticità che sarà compensata dalla serafica calma di Pierfrancesco Favino? Vedremo, anche se Michelle sa sempre farsi amare. Non ho personalmente quel ricordo da ragazzo così marcato dello stare tutti incollati al video per guardare Sanremo. Ho una sensazione,  nel ricordo,  di uno snobbismo genitoriale che me lo fa ricordare come qualcosa che non venisse guardato così con grande passione, della serie “sono canzonette”. Forse per l’amore di mio padre per la lirica, quindi per differenza. Non so. Ecco in tal senso, oggi vedo talvolta in alcuni artisti e produttori, la ricerca della “canzone per Sanremo”, costruita ad arte per colpire le giurie, quasi una matematica delle armonie studiata con ingegneria musicale. Anno scorso vinse Gabbani, con una canzone apparentemente canzonetta, con un testo sottile. Ed ha tenuto botta in classifica. Un bel successo. Ma è finita li ovviamente. Anche se l’artista ha avuto molto seguito, bisogna ammetterlo. Spero quest’anno siano canzoni meno confezionate e più istintive. Spero siano forti come “Nel blu dipinto di blu” di Modugno, che ho scelto nella foto del pezzo, una canzone eterna, immortale. E soprattutto elementare per melodia ed armonia. Che possano cantare tutti. Per poter  volare per qualche giorno, e dimenticare i problemi di tutti i giorni.

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