Lo Sbadiglio della Domenica – Il Fascismo (purtroppo) non è seppellito

di Roberto Furesi

Il fascismo non è seppellito.

I rigurgiti neofascisti sono evidenti, tangibili, ormai palesi su tutto il territorio nazionale.

Razzismo, antisemitismo, xenofobia, discriminazione. Siamo all’ordine del giorno con manifestazioni ed atti che attestano la presenza di forze militanti che professano i dogmi dell’eredità fascista.

Non dobbiamo far finta di non capire.

I recenti fatti di Macerata, la connotazione patriottica dell’attentatore, al di la della sua militanza politica nella Lega, le urla “l’italia agli italiani”, sono tutti segnali di un’ideologia populista molto vicina a quella fascista, di destra estrema. Fermo che si tratti comunque di un gesto criminale folle, da condannare fermamente nell’ambito di un alveo più ampio della violenza e del terrorismo, il contesto in cui si è svolto, le dinamiche e le vittime, tutti ragazzi di colore, non possono farci distrarre da ciò che rappresenta ideologicamente.

In Italia, come d’altronde in Europa, i movimenti di estrema destra, ed i venti nazionalistici sono cresciuti a dismisura. Dalla Fonte Androkonos, traiamo una mappa molto estesa di movimenti di “Ultradestra”, che vanno numericamente ben oltre quelli più noti di Forza Nuova e Casapound. Da Nord a Sud, come li definisce Androkonos “il cespuglio di camerati 3.0” è foltissimo come rappresentato qui nell’infografica. Tutti questi partiti, hanno come “trait d’union” i greci di Alba Dorata, un partito di estrema destra euroscettico e di orientamento nazionalista.ultradestra_movimenti_infografica

Qui non parliamo solo di nostalgici del Duce, sia chiaro. Qui parliamo di movimenti che professano ideologie patriottiche con connotazioni antisemite e spesso razziste. Se molti possono  nascere comunque da ideologie di estrema destra, seppur con il semplice slogan di “fermare lo stato di decadenza morale, politico ed economico in cui versa il popolo italiano”, si deve necessariamente distinguere lo scopo dai relativi fini, e sopratutto mezzi utilizzati per raggiungerlo.

Non possiamo dimenticare la marcia promossa da Forza Nuova programmata per il 28 ottobre scorso, data della ricorrenza della più nota “Marcia su Roma” che dette avvio all’avvento fascista in Italia.

Come afferma il professore di storia contemporanea presso l’Universitò degli studi di Cassino Marco De Nicolò, ai microfoni di “Sputnik News”:

“La storia di Forza Nuova ci dice che il partito non ha perso quella radice fascista. Se poi sceglie di manifestare il 28 ottobre, a 95 anni dalla Marcia su Roma, le date non sono di certo casuali. Si tratta di un movimento fascista che adesso paradossalmente, nonostante la sua natura, ha fatto un appello per la libertà di espressione e l’ha rivolto al Ministro Minniti. Notiamo questa divertente contraddizione: un movimento fascista chiede il rispetto della libertà d’espressione rifacendosi ad un evento storico che ha portato all’ascesa una forza di governo, la quale ha cancellato qualsiasi libertà d’espressione. “Tutto ciò è abbastanza grottesco.”.

Sempre il professore, alla domanda se il fascismo esista ancora, e rappresenti un pericolo, e se si possa parlare di neofascismo:

“Secondo me sì. Ovviamente il fascismo non si presenta con le caratteristiche e il volto unicamente rivolto al passato. Si possono scorgere in questi movimenti forti richiami al fascismo di Mussolini nei gusti, nelle commemorazioni, nei gadget. Sotto diversi aspetti questi movimenti appaiono nostalgici di un fascismo passato. Il vero rischio però non è nella nostalgia, viviamo un periodo in cui non c’è una particolare forza critica nell’opinione pubblica e dove i pericoli vengono ingigantiti. L’opinione pubblica indifesa può sentirsi più rassicurata da messaggi forti, che difendono intransigentemente questa o quella etnia, questo o quel valore. Questo fenomeno quindi si combina con gli elementi della società di oggi, nei quali il neofascismo può prosperare. Possiamo parlare di vero neofascismo, perché l’aperta dichiarazione di omofobia, di razzismo, di nazionalismo radicale sono i tratti che danno a questo fenomeno politico una linea di continuità.” Ovviamente non è il fascismo del passato in tutto e per tutto.”

Questo rigurgito neofascista, nazionalista e populista ha prodotto comunque nei recenti periodi numerose aggressioni, ultima questa di Macerata. A questo propostito molto interessante è l’iniziativa realizzata da un collettivo bolognese attivo dagli anni novanta, che si chiama “Infoantifa ECN” (fonte La Repubblica), che ha realizzato una sperimentazione su una mappa interattiva che riporta numerose fonti relative ad aggressioni di stampo neofascista, catalogandole per area geografica. Lo scopo della mappa ci viene riferito in questa fonte da uno dei rappresentanti del collettivo:

“La mappa è uno strumento che abbiamo approntato e che vogliamo mettere a disposizione di chiunque voglia fare una segnalazione: è chiaro che, essendo noi un collettivo, non possiamo essere sull’intero territorio italiano, così abbiamo pensato che creare uno strumento accessibile a tutti potesse essere il modo migliore per raccontare un fenomeno – quello del fascismo violento – che oggi è ancora molto presente”.”

Ciò che manca fortemente è una presa di distanza netta da parte della politica italiana.

Ma non solo.

C’è una incapacità collettiva di voler riconoscere il male che il fascismo ha portato all’Italia. C’è ancora un senso diffuso del “quando c’era lui” ovvero del “il periodo fascista ha portato anche cose buone”. C’è l’incapacità di dividere un sano senso nazionalistico e patriottico dagli estremismi che l’ideologia fascista ha portato, in primis sulle leggi razziali, sulle deportazioni, sull’annullamento totale della democrazia, della libertà di espressione in ogni campo.

E qui si apre un tema drammatico e fondamentale, che è quello della storia, della cultura e della possibilità di trasferire alle nuove generazioni gli effetti devastanti di quel periodo, i drammi sociali e le violenze che lo hanno caratterizzato. Rendendo i nostri giovani più vulnerabili, soprattutto oggi dove i contesti sociali e la condizione lavorativa, spinge fortemente alla ribellione anti statale, forse anche in parte ragionevolmente corretta, almeno nella libera manifestazione del comune dissenso verso i grandi temi che ci caratterizzano, come la pressione fiscale, la mancanza di lavoro per i giovani, e l’accesso allo studio non garantito a tutte le fasce di reddito equamente su tutto il territorio nazionale.

A questo, e dobbiamo dirlo, si aggiunge la fomentazione politica di alcune fazioni, che istigano sicuramente le coscienze più radicali sui temi del nazionalismo estremo, e non solo in Italia.

La mancata condanna “sociale” dei fatti di Macerata, che sono sicuramente atti di terrorismo, ma che inevitabilmente sono legati ad una matrice razzista, rappresenta un grave problema di identità del nostro Paese.

Basti guardare i commenti che vengono prodotti in rete come riportato da Huffinton Post in queste ore: vere e proprie ovazioni nei confronti del presunto aggressore, che osannano quanto operato. macerata

E questo è emblematico di quanta responsabilità sociale abbia la politica.

Non c’è altra strada che abbassare i toni nel dibattito politico. Cavalcare la pancia della gente, istigarla e fomentare i più bassi istinti primordiali di conservazione della specie non è rappresentare politicamente una Costituzione Democratica come la nostra.

La politica deve necessariamente prenderne atto. Non posso fare a meno di dover sottolineare quanto sia necessario costruire un codice deontologico di comuniucazione politica, soprattutto per le campagne elettorali.

Un codice che inequivocabilmente perimetri i contorni di ciò che è consentito e ciò che è raccomandato non dire. Questo non vuol dire limitare la capacità di espressione politica, vuol dire impedire che la stessa possa trascendere in qualsiasi direzione che possa provocare ripercussioni di ordine pubblico, apologie del fascismo e nazismo, odi razziali, xenofobia, e qualsiasi riferimento al rispetto della dignità dell’essere umano.

Abbiamo necessità che vinca sempre la razionalità, e che non si cavalchino mai venti irrazionali, che portano a gesti collettivi di forte pericolosità sociale.

Le leggi ci sono, quelle sicuramente contro l’Apologia del Fascismo, la legge Scelba, e quella Mancino, oltre alla recente legge Fiano. Ma le leggi per essere applicabili, devono essere accompagnate da una grande responsabilità sociale ed Istituzionale, affinchè ci sia la possibilità di diffondere a tutti i livelli i presupposti di democrazia per i quali sono nate.

Questo mio approfondimento è volto a dare un quadro più chiaro di come l’ideologia fascista, non propriamente legata ad un puro “amarcord” sia fortemente presente nel nostro Paese.

E solo riconoscendone la crescita ed il correlato pericolo, da parte di tutti, possiamo combatterla. Perchè sia chiaro, il fascismo ed il nazismo devono essere combattuti. In ognuna delle lorlo possibili manifestazioni e sfumature.

Si dovrebbe tornare a parlare di Bellezza, e non di odio. La bellezza del paradigma di Peppino Impastato, contro le mafie.

Quella bellezza che naturalmente sconfigge l’odio, e porta a vedere il mondo sotto prospettive diverse, migliori, più umane.

Photo credits: The Great dictator – Charlie Chaplin

 

 

2 pensieri su “Lo Sbadiglio della Domenica – Il Fascismo (purtroppo) non è seppellito

  1. E’ il momento del silenzio e del ricordo dei padri di questo travagliato Paese per non ricadere nella barbarie.
    —-
    Ciò che soprattutto va messo in evidenza del fascismo è, secondo me, il significato morale: l’insulto sistematico, adoprato come metodo di governo, alla dignità morale dell’uomo: l’umiliazione brutale ostentata come una gesta da tramandare ai posteri, dell’uomo degradato a cosa.
    Piero Calamandrei, discorso al Teatro Lirico di Milano, 1954

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...