Lo Sbadiglio – Emanuela Loi: la scorta non è un’entità.

A sottolineare che la scorta venisse comunemente chiamata tale senza riferimenti alle persone, è stata per prima Francesca Barra, giornalista e scrittrice che di resistenza alla mafia tanto ha dedicato della sua professione, conducendo anche un programma su Radio1 “La bellezza contro le mafie”, nella dedica proprio agli uomini e donne di scorta del suo “Premio Borsellino”, di cui è stata insignita nel 2012: “dedico questo premio, non alla scorta, perchè la scorta non è un’entità, ma agli uomini di scorta, che sono qui oggi per proteggere molti uomini, che hanno perso la vita per proteggere uomini come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e tanti altri, che hanno nomi, cognomi, storie e famiglie a casa”. Spesso il termine “scorta” viene utilizzato in senso astratto, ma il ricordo di Emanuela Loi andato in onda ieri per la serie “Liberi sognatori” su mediaset, morta nella scorta del Giudice Borsellino, ci ha riportato immediatamente alle parole di Francesca Barra, ed è stato un pugno allo stomaco.  La storia di una famiglia, di dolore e di speranza, di scelte e di spirito di abnegazione, di senso dello Stato, e di fatalità. Considero gli uomini e donne di scorta Eroi contemporanei. Spesso ancora oggi operanti in condizioni precarie, con pochi mezzi a disposizione, sicuramente migliori di quelli di ieri, ma comunque inseriti in un contesto statale che non differenzia particolarmente le diversità di esposizione al rischio. Storie di persone e di famiglie spezzate. Spesso dimenticate dall’opinione pubblica e dallo Stato. Quello Stato che fa tanta fatica nella memoria e nel ricordo, nei sussidi e nella possibilità di dare alle famiglie delle vittime di mafia voce adeguata per il ricordo degli altissimi valori morali rappresentati dal sacrificio dei propri cari. La storia di Emanuela Loi ci riporta in quegli anni drammatici, anni di morte atroci, e ci deve far riflettere su quanto la strada compiuta da quei sacrifici sia servita, ma sia ancora fragile viste le infiltrazioni mafiose ancora presenti a tutti i livelli della società. Non bisogna abbassare la guardia. Perchè se oggi la  mafia utilizza meno gli esplosivi, colpisce al cuore dello Stato, in modo più subdolo, viscido e pericoloso: con la corruzione.

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