Lo sbadiglio della Domenica – Sono il futuro, e hanno tanti sogni

di Daniela Montano

“Sono ordinati e composti. Cuffiette sulle orecchie o cellulare tra le mani.

Alcuni parlano tra loro ma restano silenziosi e discreti. Il mio sguardo passa dall’una all’altro e mi scappa anche un sorriso: spero che oggi gli insegnanti li guardino negli occhi.

Sono il futuro e hanno tanti sogni.

Arrivo in stazione e nel sottopassaggio centinaia di ragazzi sono appena scesi dal treno.

Raggiungeranno le scuole, quasi tutte nei dintorni. Parlottano, mi superano con passo veloce. Anche loro, piuttosto composti.

E, poi,  mi sovvengono gli episodi che li vedono coinvolti o protagonisti di atti vandalici, di teppismo o di  violenza inimmaginabile: una mamma aggredita dinanzi al figlioletto solo per averne invitati alcuni a non bestemmiare; un pover’uomo, a cui è stato dato fuoco mentre dormiva nella sua auto; un coetaneo circondato e pestato per sottrargli il cellulare.

Non capisco.

Finché mi tornano in mente quei genitori che hanno rotto le costole al professore che aveva osato rimproverare il loro figlio.

E tutto mi è più chiaro.”

Ho parlato spesso di bullismo qui sul Blog. L’ultima volta ho affrontato con determinazione l’argomento visto dalla prospettiva di noi genitori nel post “Bullismo: e se il bullo fosse nostro figlio?”, ponendo diverse domande sul nostro ruolo, e sulla nostra capacità di accettare il fatto che anche nostro figlio possa essere un bullo. Scrivevo nel post: “Spesso noi genitori tendiamo a giustificare i comportamenti dei nostri figli, giustificarli di fronte alla scuola, agli amici, ma soprattutto, giustificarli di fronte a noi stessi”. Daniela Montano ha scritto le parole che oggi ospito nel blog. Parole dirette. Forti. Consapevoli. Parole che trovo perfettamente in sintonia con l’idea di un futuro migliore per i nostri ragazzi, che passi attraverso il nostro esempio, la nostra capacità di guidare i nostri figli, di essere in grado dare loro riferimenti positivi, per regalare loro il miglior posto nel mondo che possano meritare. Quella di Daniela, è una fotografia di un giorno qualunque, di un giorno di tutti noi, dove la capacità di osservare regala una riflessione profonda, che le parole di Daniela ci consegnano in tutta la loro verità, ed anche drammaticità. Uno spaccato di una scuola che non guarda più gli studenti negli occhi, perché anche i professori sono disarmati, a volte soli. Un isolamento che bisogna interrompere, per ristabilire quel patto scuola-famiglia che, nel tempo, si è disperso. Ed emerge il disagio dei ragazzi, vagabondi nelle loro incertezze, delinquenti per noia, bulli per ricerca di loro stessi. Tutto ci è più chiaro, se guardiamo loro, i nostri ragazzi, con lo sguardo dell’esempio. Del nostro esempio. Poche, immense, parole.

Grazie Daniela.

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Daniela Montano

Di Taranto. Laureata a Bari in giurisprudenza, esercito la professione di avvocato dal 1997. Da due anni, mi sono trasferita a Cesena per amore delle mie due figlie di 14 e 12 anni. Desideravo farle vivere lontano dai fumi di una industria, l’ILVA, che ammala col sadismo di una roulette russa. Adoro la montagna (giustappunto provengo dalla città dei due mari) estiva ed invernale. Pratico il trekking. Ho la passione della scrittura in prosa e versi, perché non resisto dal raccontare i sentimenti. Ho la “debolezza” della solidarietà, dettata dal voler (dover) a tutti i costi tendere la mano a chi sopporta ingiustizie.

 

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