Lo Sbadiglio della Domenica – Papà, cosa significa Brexit?

maxdi Massimiliano Rossi.

Papà, cosa significa Brexit?

̶ Significa che i cittadini britannici attraverso un referendum hanno
deciso di far uscire il loro Paese dall’Unione Europea.

̶ Vogliono uscire perché l’Unione Europea è brutta?

L’idea che mio figlio possa avere il dubbio che l’UE sia “brutta” mi
turba, ma la domanda è legittima e decido di affrontarla in modo
fattuale.

̶ Vieni con me al computer, cerchiamo di capire se l’UE è bella o
brutta.

Gli spiego brevemente che l’UE è formata da un gruppo di 28 paesi
europei che hanno deciso di darsi regole comuni, scambiarsi liberamente
beni e servizi e consentire ai loro cittadini di lavorare, studiare e
vivere in ciascuno dei 28 paesi senza nessuna restrizione.

Accendiamo il computer e cominciamo a navigare in internet. Partiamo
dalla geografia e scopriamo che l’UE con i suoi 4,4 milioni di Km2 e 510
milioni di cittadini rappresenta poco meno del 3% della superficie
emersa della Terra e il 6,7% della popolazione mondiale. Il bambino non
è molto impressionato da queste piccole percentuali, scorgo in lui un
po’ di delusione.

Gli chiedo:

̶ Quali pensi siano le cose che rendono un posto bello o
brutto?

̶ Lo sport! Il calcio!

Decido di assecondarlo. Andiamo a studiare su Wikipedia il medagliere
dei Giochi Olimpici di Rio 2016 e scopriamo che delle 974 medaglie
assegnate a Rio, ben 334 sono state vinte da atleti appartenenti a paesi
dell’UE. Poi andiamo sul sito della FIFA e apprendiamo che dei 20
campionati del mondo di calcio disputati fino a oggi 11 sono stati vinti
da paesi appartenenti all’UE. Leggo sul suo volto un sincero
apprezzamento per questo 6,7% della popolazione mondiale che vince il
34% delle medaglie olimpiche e il 55% dei campionati del mondo.

Cerco di portarlo su criteri più rilevanti e stabiliamo che per
determinare se questa benedetta UE è bella o brutta indagheremo la
produttività e la ricchezza, la salute e i sistemi sanitari nazionali, i
sistemi scolastici, la sicurezza, la libertà, la qualità del cibo e la
bellezza naturale e artistica del territorio.

Riprendiamo a navigare cercando dati sullo stato dell’economia.
Scopriamo che quel 6,7% di cittadini del mondo produce un PIL annuo di
16.400 miliardi di dollari pari al 22,8% del PIL mondiale e detiene
65.000 dei 223.000 miliardi di dollari di ricchezza stimata dell’intero
pianeta, ovvero il 29%. Concordiamo che l’UE è un posto piuttosto
produttivo e ricco.

Continuiamo investigando il tema della salute e troviamo il Bloomberg
Global Health Index che classifica 162 paesi del mondo in base a criteri
come l’aspettativa di vita e i rischi per la salute: tra le prime 25
posizioni troviamo 14 paesi dell’UE. Cerchiamo poi dati sui sistemi
sanitari nazionali e scopriamo che la World Health Organization stila la
classifica di 190 sistemi sanitari nazionali del mondo. Nelle prime 20
posizioni troviamo 11 stati dell’UE. Ci sembra di poter concludere che
i cittadini di questa UE sono piuttosto in salute e che se ci dovesse
succedere qualcosa potremo andare a curarci nei migliori ospedali
pubblici del mondo.

Continuiamo a navigare alla ricerca di qualche informazione sui sistemi
scolastici e universitari. Troviamo uno studio pubblicato da NJ MED che
stila una classifica dei sistemi scolastici di 209 paesi: tra i migliori
20 sistemi scolastici la classifica ci dice che 11 sono sistemi
scolastici di paesi UE. Ci chiediamo se c’è modo di verificare se
effettivamente l’UE produce talenti di livello mondiale. Propongo di
verificare quanti vincitori di premi Nobel vengano da paesi UE. Qualche
cliccata su Google e scopriamo che degli 889 premi Nobel assegnati nella
storia oltre la metà, 499, sono stati vinti da cittadini di paesi UE.
Noto che questo dato lo inorgoglisce quasi quanto quello sulle medaglie
olimpiche. Concludiamo che l’EU offre opportunità di istruzione
eccellenti.

Continuiamo il nostro viaggio tra le pagine di internet alla ricerca di
informazioni sulla sicurezza. Troviamo un’organizzazione internazionale
che pubblica annualmente il Global Peace Index, un corposo studio che,
valutando molteplici parametri relativi alla sicurezza, stila la
classifica di 163 paesi del mondo dalla quale scopriamo che 14 dei 25
paesi più sicuri del mondo sono paesi UE. Il dato ci fa concludere che
all’interno dell’Unione Europea siamo più al sicuro di quanto lo saremmo
nel restante 97% del Pianeta.

Proseguiamo alla ricerca di dati sulla libertà di espressione e troviamo
il Press Freedom Index che misura la libertà di stampa di tutti i paesi
del mondo. Tra i primi 18 paesi del mondo troviamo 12 paesi UE, il che
ci convince che se volessimo esprimere qualunque nostra idea, nell’UE
troveremmo certamente molti posti da dove potremmo farlo senza
impedimenti.

Sono ormai due ore che siamo al PC e un certo languorino ci porta a
indagare la qualità del cibo, un parametro a noi due particolarmente
caro. Troviamo il Food Index pubblicato da Oxfam, un indice che stila
la classifica della qualità del cibo di 125 paesi del mondo, scoprendo
che tra i 25 paesi col cibo migliore figurano ben 17 paesi dell’UE.
Eravamo abbastanza certi di essere nel posto giusto, ma ci rallegra aver
scoperto che possiamo mangiare bene in moltissimi altri posti della
nostra UE.

Cominciamo a supporre che i britannici che hanno votato a favore
dell’uscita del Regno Unito dalla UE non abbiano fatto questa ricerca
prima di andare a votare, ma ci assale un dubbio: non sarà che l’UE sia
brutta nel senso letterale del termine? Ci mettiamo alla ricerca di
qualcosa che ci dia una misura della bellezza e stabiliamo che nulla
meglio della conta dei siti Patrimonio dell’Umanità selezionati
dall’UNESCO ci darà una misura della bellezza dell’UE. Scorriamo dunque
i 1.037 siti UNESCO e verifichiamo che nel piccolo fazzoletto di terra
dell’UE, pari al 3% del Pianeta, ce ne sono ben 503, quasi il 50%. No,
l’UE è anche meravigliosamente bella.

Ricapitoliamo velocemente il risultato della nostra ricerca che ci
sembra dimostrare che noi cittadini dei paesi appartenenti all’UE siamo
liberi di vivere e lavorare in moltissimi dei paesi più ricchi e
produttivi della Terra, di studiare nelle migliori scuole, di praticare
sport a livelli altissimi, di curarci meglio che in qualunque altra
parte del mondo, di poter esprimere liberamente quello che vogliamo, il
tutto in uno dei luoghi più sicuri della Terra, mangiando cibo di
altissima qualità e essendo contornati da numerosissime e straordinarie
bellezze naturali e artistiche.

̶ Papà, ma allora perché i Britannici vogliono uscire dall’Unione
Europea?

̶ Solo il 52% di loro ha votato per uscire e francamente il perché non
lo ha capito nemmeno papà, ma vedrai che quando i ragazzi britannici
della tua generazione diventeranno abbastanza grandi da poter votare
riporteranno il loro straordinario Paese della nostra meravigliosa UE.

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L’Autore

Massimiliano Rossi, 49 anni, nato a Roma, laureato alla Sapienza in Economia e Commercio, ha vissuto i primi 9 anni della sua carriera a Londra, prima di trasferirsi a Milano, dove ha Sposato Angela Maria, con la quale ha 3 figli. E’ Responsabile Italiano della Divisione Wholesale Banking di ING. Ama la fotografia, il Tennis, ed è un convinto Europeista.

 

 

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