Lo Sbadiglio – Di lavoro si muore ancora

E’ successo ancora. Succede ancora. Succederà ancora? Accade purtroppo troppo spesso. Incidenti sul lavoro che uccidono lavoratori. E’ accaduto a Milano in un’azienda metalmecanica  3 operai sono morti intossicati. Il problema della sicurezza sul lavoro è diventato da tempo ormai prioritario. La capacità delle aziende di mettersi in regola con le precauzioni di sicurezza, e di obbligare i propri operai a rispettarle è un tema che ha ancora tantissima strada da percorrere. Se da un lato la negligenza aziendale spesso è la causa di incidenti mortali, c’è da dire che il mancato rispetto delle regole da parte dei lavoratori è a volte anch’esso un elemento causante. Sulla sicurezza non si può scherzare. La legge 81 che disciplina la tematica è esaustiva e molto ben fatta, e non lascia certo spazi interpretativi. Solo che come sempre, da parte delle Aziende, la corretta applicazione – specie in quelle metalmeccaniche o siderurgiche  – costringe gli imprenditori a investimenti e dotazioni che spesso comportano spese considerevoli. E la formazione toglie ore di lavoro e non sempre viene correttamente portata a termine. A questo si aggiungono le corrette nomine dei Rappresentanti per la sicurezza, le prove di evacuazione, nonchè la manutenzione degli impianti e degli apprestamenti volti ad intervenire in caso di anomalie, che come nel caso di Milano pare non abbiano funzionato. E’ un insieme di particolari che se non correttamente presidiati, possono portare a tragedie come quest’ultima. Non è accettabile che nel 2018 si possa ancora morire intossicati facendo il proprio lavoro. Ed è un tema centrale che dovrebbe caratterizzare il dibattito politico pre-elettorale, ma a cercarlo nei programmi, si fa davvero fatica. Questo è il male dell’Italia.

Un pensiero su “Lo Sbadiglio – Di lavoro si muore ancora

  1. Quando muore qualcuno per il lavoro è sempre una tragedia, e questi ultimi, ma solo in ordine di tempo e perché la stampa ne ha parlato, fa molto male. Sembrerebbe che le precauzioni vi fossero e che fosse sentito il rischio ma nulla il fato e una forse concomitanza di incidenti ha generato la tragedia. Per la mia poca esperienza ritengo però che in Italia si badi più all’aspetto formale che a quello sostanziale. La normativa di fatto non fa distinzione tra il rischio che il titolare o il collaboratore/dipendente potrebbe essere soggetto in uno studio professionale di consulenza come il mio e una fabbrica metalmeccanica o impianto nucleare ecc (fatte le dovute considerazioni) . Io dovrei improntare il piano di evacuazione, il mio studio è in un appartamento con una porta se io o un cliente si perde è perché i problemi sono altri, anche mia figlia non vedente sa dove è la porta( ricordo il piano di evacuazione in una rivendita di gelati spazio totale 28 mq ingresso, aperto bancone frigo, registratore di cassa) . Per quanto riguarda le ultime due disgrazie, il ragazzino di 19 anni morto praticamente sotto gli occhi del padre schiacciato da una pressa assurdo, dove sono gli interruttori banalissimi ma efficaci. Per quelli nella fabbrica altro assurdo sarebbe bastato un semplice uccellino, come si faceva in miniera, invece no allarmi costosissimi e inutili a quanto pare. Ma oltre al dolore anche un po di amarezza i sindacati invece di scioperare potrebbero donare un’ora del lavoro ai famigliari delle vittime, questo sarebbe un gesto utile, perchè scioperano le leggi esistono e a mio avviso eccessive e solo idonee a produrre carta e pagare incapaci che insegnano nulla. Provate a fare un corso piccole banalità ma utili e una valanga i idiozie. Ps alla formazione deve provvedere lo stato non le imprese e se uno non è idoneo licenziamento per giusta causa il datore di lavoro non deve essere responsabile. Provate a controllare i pos spesso mattoni edizione eneide illegibili. Ad un mio cliente l’ispettore del lavoro ha irrogato una sanzione di 500,00 euro perchè la cazzuola, (paletta del muratore usata per tirare il cemento ecc.) non aveva i libretto di uso e manutenzione. Le mie più sentite condoglianze a tutti i famigliari che hanno perso un caro in ambito lavorativo.

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