Lo Sbadiglio – Bullismo: e se il bullo fosse nostro figlio?

Pensate se, a causare il suicidio di un adolescente, fosse un comportamento vessatorio operato dai nostri figli. Pensateci. E non dite “non è possibile”, perchè invece è possibile. Perchè i ragazzi non si rendono conto, perchè non comprendono il danno che fanno, non pensano alle conseguenze, è nostro dovere educarli in tal senso, fargli comprendere il male che possono fare. Ma dobbiamo anche noi educarci in tal senso. Avere coraggio. Davvero pensiamo di non essere responsabili in prima persona della solitudine dei nostri figli? E’  nostra responsabilità, non possiamo tirarci indietro, è la nostra società, siamo noi genitori, la scuola, le istituzioni tutte che non possiamo restare indifferenti, all’indifferenza. Bullismo, prevaricazione, coercizione, vessazioni, anche le più banali sono tutti atti che fanno parte di un processo killer, dove alla base di tutto sta la crescita dei nostri ragazzi, e quella ricerca di affermazione ed identità propria dell’età adolescenziale. E parlo sia per chi il bullismo lo subisce che per chi lo professa. Spesso noi genitori tendiamo a giustificare i comportamenti dei nostri figli, giustificarli di fronte alla scuola, agli amici, ma soprattutto, giustificarli di fronte a noi stessi. Perchè ci vergognamo, perchè non è possibile, perchè, perchè…perchè siamo ipocriti spesso, inadeguati talvolta, ed abbiamo fondamentalmente paura dei lati dei nostri figli che non conosciamo. E giustificandoli, non saremo mai in grado di aiutarli. Quanti “pezzi del mondo” dei nostri figli realmente conosciamo? Famiglia, scuola, amici, web…a volte ci fermiamo al primo, talvolta siamo consapevoli del secondo, spesso all’oscuro del terzo, ma sono certo che neanche il 30% di noi sa come si organizzano i nostri figli nelle relazioni web fra chat sui cellulari, playstation, e internet. Non ci si può più permettere nessuna distrazione nel percorso educativo dei nostri ragazzi, dobbiamo cercare le strade più giuste, le sintonie migliori, i veicoli e gli strumenti più adatti per salvaguardare la fonte più importante che abbiamo, il tesoro unico che ci consente di essere presenti con loro: il dialogo. E su questo oggi dobbiamo fare un salto di paradigma per riuscire a capire quando i nostri figli sono vittime, ma anche quando, a volte inconsapevolmente, o forse consapevolmente, diventano carnefici.

Fonte: Lo Sbadiglio del Mattino

Photo credits: Web

 

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