Lo Sbadiglio – In assenza di veri programmi elettorali le Fake News rigogliano. Ed i giornali ci cascano

Discorso è molto lungo. Sarebbe da trattare in più riprese. Comincio col dire che la politica sta morendo. Quella degli ideali. Il dibattito politico oggi è incentrato solo sullo screditare il cosiddetto “nemico”politico e non certo sulle reali esigenze di noi cittadini. E questo è il primo problema. Poi l’errore ormai consolidato, figlio della pochezza del dibattito,  di considerare oggi  il cossiddetto ”avversario” – che troverei più corretto come termine –  il “nemico” politico. Nemico uguale contrapposizione sterile. Scontro personale e non sui contenuti. Aspetto alimenato anche dai media. Che pubblicano o invitano a trasmissioni “duello” i due “nemici”. Questo crea terreno fertile per le Fake news di stampo politico. E per la propaganada “fake”. Fare propaganda oggi non dovrebbe essere sputtanare il nemico ma rappresentare i propri programmi. Che oggi invece fanno fatica ad essere raccontati, e questo è il vero problema. Fanno fatica o non ci sono? Qui pongo il primo quesito. Poi c’è il giornalismo. Che alimenta questo mercimonio mediatico della spazzatura. Perché servono like, e quindi vedo grosse responsabilità nei giornalisti che ormai non verificano più le fonti perché il time to market della notizia è troppo competitivo rispetto al social media. Attenzione: le notizie poi sono altre. Oggi si commercia giornalisticamente l’opinione di questo o quello, ma non le notizie importanti. Il fatto stesso che su Repubblica il tema delle Fake news fosse notizia da prima pagina la dice lunga. Ripeto: quale testata giornalistica sta pubblicando punto per punto i programmi politici delle varie fazioni facendo fact checking sulla loro sostenibilità? Nessuno. Si fa fact checking sulle dichiarazioni. Analizzando numeri e riferimenti. Ma questo non è seguire un dibattito politico. Perché purtroppo il dibattito è estinto. Non c’è. Chi mi sa dire i primi cinque punti cardine del programma politico di Pd, Forza Italia e Cinque Stelle? Nessuno perché non c’è una testata giornalistica che se ne stia curando. E forse neanche i partiti ormai si preoccupano più di tanto di fare programmi sostenibili a medio e lungo termine, tanto conta altro. È ovvio che c’è terreno fertile per la “propaganda” distorsiva e fasulla: perché si basa su boiate. E le boiate non aiutano gli italiani ad arrivare a fine mese. Ma li addormentano. Li anestetizzano. Li distraggono dai contenuti a vantaggio delle singole persone. Una repubblica parlamentare che fa un dibattito dittatoriale. È questa la triste realtà. E non so come ne usciremo davvero.

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