Lo Sbadiglio – Mamma Olimpia non si arrende: dal dolore all’amore. Cittadinanza onoraria a Caselette

olimpia“Dove c’è coraggio, non c’è paura”. Voglio subito ricordare le parole, le più significative fra le tante di grandissima ispirazione, sintesi della forza di una Mamma Coraggio, trasmessa a tutti, mentre riceve la Cittadinanza Onoraria di Caselette dal Sindaco Cosimo Banchieri, in un momento di grande riferimento valoriale, segnale di quanto la Comunità creda nella verità, ma anche sia testimone di quanto, spesso la giustizia sia lenta, e insorabilmente incapace di trovarla, o talvolta, di volerla trovare. Un simbolo per la lotta costante di Olimpia nei confronti della ricerca di quella verità, che sulla scomparsa di Luca, adorato figlio, ancora oggi dopo tantissimi anni non è emersa. Caso chiuso. Archiviato. Tanti lo ricorderanno meglio come la storia dei “fidanzatini di Policoro” trovati morti più di trenta anni fa, raccontato anche in diverse trasmissioni televisive. Ma Olimpia non si è mai arresa. Ha trasformato quel dolore in un percorso di amore, e di grande forza, per una resistenza alle ingiustizie, come quelle subite nel percorso di indagine, di legalità, di verità e soprattutto di speranza. Quel “mai arrendersi” energia vitale per andare avanti. Ed Olimpia questi valori li porta in giro per l’Italia, li fa conoscere a tanti ragazzi nelle scuole, con il supporto di tantissime Istituzioni ed associazioni, come quella dei Calabresi di Alpignanto, presieduta da Pasquale Lo Tufo, grande promotore e sostenitore delle candidature alle Cittadinanze onorarie, ma anche grande rappresentante con l’Associazione di un percorso di legalità divulgativo di grande importanza e spessore. Sabato sono state alte le parole espresse durante la cerimonia di consegna della cittadinanza, dalle Istituzioni ai rappresentanti locali, agli invitati autorevoli, fra cui il Colonnello Salvino Paternò, che curò le indagini dell’epoca, e che ha ripercorso l’iter di indagine. Tutta le parole hanno testimoniato soprattutto un aspetto importante e fondamentale: che in questo cammino mamma Olimpia non è sola, che l’isolamento generato dalle ingiustizie ha trovato una comunità che la accompagna e sostiene con grande affetto. Siamo tutti cittadini del meraviglioso mondo di verità e legalità creato da Olimpia. Nessuno merita di perdere un figlio, nessuno merita ciò che a Luca è stato riservato nella ricerca di questa verità, sulla sua morte prematura, ma allo stesso tempo Luca, suo figlio, sarà felice per questa immensa platea di “figli” di una mamma coraggio che è un esempio fulgido e travolgente per tutti. E di questo amore e riscatto tutti sono rimasti pervasi. Della speranza di un mondo migliore, dove la verità ne sia la spina dorsale.

Fonte Roberto Furesi

 

 

 

 

 

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