Lo Sbadiglio – Quella volta che: l’Hashtag di Giulia Blasi che libera le donne ed imbarazza gli uomini

quellavoltacheHo apprezzato molto questa iniziativa lanciata a sostegno di Asia Argento da Giulia Blasi, scrittrice che “scrive cose e vede gente” come si definisce nel suo profilo internet, oltre ad aver condotto  “Hashtag Radio Uno” sulla Radio uno Rai. Far raccontare dalle donne tutti gli abusi subiti attraverso un #hashtag è stato dirompente. Hashtag subito virale che libera tantissime donne ed imbarazza notevolmente gli uomini che spesso non si rendono conto che alcuni comportantementi siano lesivi della dignità della persona, e che la parola “consenziente” deve essere sempre accompagnata da un’altra altrettanto fondamentale: felicemente. Il caso Argento e gli abusi dichiarati contro Weinstein da parte di tantissime donne, ha segnato una delle pagine più controverse dell’opinionismo social: paradossalmente la vittima viene messa sotto processo, ed il carnefice quasi assolto dall’assordante fuoco amico nei confronti della credibilità dei racconti, del giudizio immorale spesso fornito dalle stesse donne. Atteggiamento che socialmente crea ancora più distanza dal coraggio di tutte le donne nel denunciare gli abusi subiti. L’Hashtag “Quellavoltache” ha liberato tantissime donne che hanno voluto e potuto finalmente raccontare anche quei piccoli abusi e violenze quotidiane, che non sono connotate come stupri, ma che feriscono e uccidono l’anima alla stessa maniera, in uno stillicidio continuo di abusi e prevaricazioni. Ma noi uomini? Come abbiamo preso questa iniziativa? Non tutti benissimo. Io ho due figli maschi ed ho insegnato loro (od almeno ho cercato da sempre di farlo) che il confine fra scherzo, prevaricazione ed abuso è labile, e che bisogna sempre portare rispetto massimo per la donna. Ma quanti di noi si adoperano per educare profondamente i figli al rispetto della donna? All’evidenza ci sono ancora margini di miglioramento. E l’hastag imbarazza tanti, tanti uomini che ancora oggi non capiscono che c’è quel confine, che una donna ubriaca che si lascia andare non è “felicemente consenziente”. I recenti casi di cronaca delle turiste americane ne sono testimoni. Ciò che con questo Hashtag deve cambiare è il paradigma della giustificazione del carnefice e del dubbio nei confronti della vittima. L’accusa costante nei confronti di chi subisce per non essere stato in grado di sottrarsi agli abusi, perpetrata con quella costante ipocrisia che pone sempre il dubbio che “in fondo avevi un tornaconto” è diventata insopportabile. E poco conta che sia il mondo patinato del cinema, sono tantisimi gli abusi nel mondo del lavoro, molto molto meno sotto i riflettori. Senza contare che questo tipo di giudizio epone le vittime ad una doppia violenza, devastante. Allora brava Giulia Blasi per questa iniziava che tenta, quel paradigma, di rivoltarlo completamente.

Fonte Corriere della Sera

Photo credits: Lo Sbadiglio del Mattino

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