Lo Sbadiglio – Cara vecchia edicola, non ti riconosco più

edicolaRicordo sempre quando andavo a comprare Topolino, la Settimana Enigmistica, la copia della Nuova Sardegna e le figurine panini. Che bei ricordi. Aspettare tutta la settimana la copia nuova del tuo giornalino preferito, e poi andare a prenderla e divorarla in cinque minuti, per poi rileggerla 100, 1000 volte prima dell’arrivo dell’altra. E poi quell’odore meraviglioso di carta stampata mista ad inchiostro, che sapeva di buono. Ed il rapporto con il tuo edicolante di fiducia, che ti sapeva recuperare le copie vecchie delle raccolte, i fascicoli introvabili delle tue enciclopedie, ti “metteva da parte” i fascicoli per poi passarli a ritirare con comodo. Un mondo sociale che i nostri figli forse non  conosceranno mai più. Qualcosa ancora rimane, ma parliamo davvero di nicchie sparute sparse per l’italia. I figli hanno già conosciuto un’edicola 2.0, che iniziava ad attrarli con la vendita di oggetti, fra “gormiti” e pupazzetti vari, sponsorizzati dalle reti televisive che li  bombardavano con i relativi cartoni animati. Ora siamo all’edicola 3.0. Quella immateriale la abbiamo ormai nel nostro tablet o smartphone, l’edicola degli strilloni insomma, che oggi sono sostituiti dalle notifiche nel banner. Ma l’edicola materiale? Che cosa è rimasto oggi? Beh qualche giornale, sicuramente libri, gossip, ma sempre di più servizi. Tante delle edicole tradizionali hanno chiuso, non riuscendo a riconvertirsi, mentre molte sono passate di mano e non sono più gestite da italiani. Sono nelle metropolitane, nelle stazioni, nei centri commerciali, sempre meno nelle piazze. Vendono più servizi che giornali. Dalle sigarette ai biglietti della metro.  Recenti accordi hanno consentito di poter spendere meno per il suolo pubblico, a fronte di vendita di servizi di sportello, come pagare una multa. Alcune hanno saputo però riconvertirsi verso la cultura, proponendo qualche evento che attragga i lettori, anche i più piccoli. E questo è vero valore. Ma la crisi dell’editoria, e lo spostamento del lettore verso contenuti digitali stanno inesorabilmente estinguendo quel mondo di carta che abbiamo conosciuto noi adulti, un mondo che forse, non ritornerà mai più.

Fonte La Repubblica

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