Lo Sbadiglio – Lavoro: ma i giovani?

mike stimsonLeggevo l’editoriale di Maurizio Ferrera sul Corriere, che mi ha catapultato e drammaticamente nella conferma della mia convinzione, da genitore di due ragazzi, sulla distanza che  l’Italia ancora oggi abbia nei  confronti del mondo dei giovani, dei sussidi, e delle opportunità di poter dare loro una scelta. Dati alla mano che rispetto ad altri paesi europei ci dovrebbero far vergognare. E’ davvero drammatico. E non è solo un semplice tema di “posti di lavoro”. E’ un discorso molto più ampio, che abbraccia tutto il percorso di crescita umana, culturale e professionale del ragazzo, che ritengo debba essere messo senza nessuna ombra di dubbio, prima di tutto al centro del dibattito sociale, non solo politico. Dal percorso scolastico all’orientamento, alle università. I nostri ragazzi non possono spiccare il volo nei tempi giusti, e con un futuro sostenibile. Rispetto ad altri paesi europei, restano a casa troppo. Troppo tempo. E si fortificano molto meno. Percorsi di scambio scolastico e culturale con altri paesi sono riservati a famiglie più abbienti. La scuola primaria fatica a riformarsi nei contenuti e nei metodi di insegnamento, per allinearsi alle più moderne tecniche digitali. Anche l’esperienza nuova dell’alternanza scuola-lavoro fatica a decollare, per assenza di regole precise che portano ad una libera interpretazione talvolta delle collaborazioni con le scuole, che si trasformano in veri e propri lavori di manovalanza, che niente hanno a che vedere con gli intenti originari del progetto. Mancano percorsi di finanziamento allo studio adeguati: le università private, che spesso hanno percorsi di specializzazione più interessanti, hanno costi improponibili. Ed ecco che il gioco è fatto. dove c’è un tema di preparazione, subentra quindi il tema di collocazione. Allora quale futuro li aspetta? Vero, il governo ha messo al cenro dell’agenda il tema lavoro e giovani. Ma c’è ancora tanta distanza anche da parte dei genitori, che non fanno adeguatamente sentire la loro voce. C’è un’assenza preoccupante dalla vita scolastica a tutti i livelli, che non aiuta a creare quell’osservatorio attivo che solo dal basso, può portare un vero cambiamento di rotta e supportare la politica ad agire in modo strutturato.

Fonte Corriere della Sera

Photo Credits: WEB

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